20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2020 alle 16:52:58

Cronaca

Ilva, ora tutti guardano a Renzi

Risanamento verso lo stop. Il Comune non commenta


«Il Governo deve dirci come intende muoversi». E’ nelle parole di questa mattina del segretario generale della Cgil Taranto, Giuseppe Massafra, il senso della raffica di dichiarazione che dal tardo pomeriggio di ieri commentano la decisione dei giudici svizzeri di non consegnare all’Italia il ‘tesoro dei Riva’.

«Avevamo ricevuto rassicurazioni anche all’indomani degli accordi Italia Svizzera, ci auguriamo che ci sia appello corale affinché si riportino urgentemente quei fondi a Taranto per iniziare a bonificare i danni di un industrialismo attempato e senza scrupoli» le parole di Marco Bentivogli, Fim Cisl.

«L’ultima decisione della magistratura svizzera è l’ennesima doccia fredda nella vicenda Ilva e apre scenari drammaticamente imprevedibili in merito alla possibilità che lo stabilimento siderurgico di Taranto possa essere effettivamente reso compatibile con l’ambiente e la salute dei tarantini oltre che per la sua stessa sopravvivenza». Lo sottolinea Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto, dopo il no del Tribunale penale federale di Bellinzona al rientro in Italia dei fondi sequestrati ai Riva. «La mancanza di una strategia, come dimostra – aggiunge Franco – l’assenza a tutt’oggi di un piano industriale, e l’affidarsi ad eventi aleatori quali l’utilizzo del denaro sequestrato ai Riva nell’ambito dell’inchiesta milanese per truffa ed evasione fiscale denunciano con assoluta evidenza l’incapacità del governo a gestire la crisi di Taranto con provvedimenti che non siano dettati dall’urgenza di eventi non dipendenti dalla propria volontà». Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha chiesto un incontro al presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

«E ora? Questa è la domanda che, a dire il vero da tempo, lavoratori, cittadini, imprenditori della provincia ionica si pongono, senza ottenere alcuna risposta convincente. E’ evidente che il piano del governo perde totalmente di credibilità e che sia urgente un chiarimento in Parlamento da parte di Renzi» dice il parlamentare di CoR, Gianfranco Chiarelli. «Il governo italiano alzi la voce, se ha davvero interesse a farlo, e almeno una volta si faccia valere a livello internazionale». Così l’eurodeputata del M5s D’Amato. La restituzione dei fondi, in questa fase del procedimento, “costituirebbe un’espropriazione senza un giudizio penale”; sarebbe questa la motivazione con cui, lo scorso 18 novembre (anche se la notizia si è diffusa solo ieri) i giudici hanno accolto il ricorso. «Dobbiamo capire» le laconiche parole del commissario Gnudi. Verrà presentato ricorso. Al momento di andare in stampa, nessun commento si è registrato da parte del Comune di Taranto.

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