14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca

Ilva, la scure dell’Europa

Dopo i soldi bloccati, verso un’altra mazzata. La new.co. può slittare


“Non sfugge agli altri gruppi dell’acciaio che l’eccesso di produzione in Europa corrisponde esattamente alle quantità messe sul mercato dell’Ilva (con forti perdite). Da Arcelor-Mittal a Eurofer, i concorrenti stanno mettendo la Commissione Ue sotto pressione perché fermi Taranto. Né è escluso che Bruxelles ingiunga all’Italia di sospendere immediatamente l’aiuto: significherebbe chiudere da subito un impianto che dà lavoro a 12 mila persone più oltre ottomila dell’indotto di una delle aree più impoverite d’Europa”. E’ il Corriere della Sera, in un articolo a firma di Federico Rubini, a rilanciare l’allarme per la ‘tempesta perfetta’ che sta per abbattersi sull’Ilva.

“Per il gruppo dell’acciaio l’avvio di un’indagine formale per aiuti di Stato da parte dell’Unione Europea è ormai imminente e l’opinione a Bruxelles è che siano illegali”. Il riferimento è al miliardo e due bloccato in Svizzera, con i giudici elvetici che hanno però anticipato i tecnocrati di Bruxelles sbarrando la strada al rientro in Italia. Non solo, però. Il Governo – quindi, lo Stato – si sta facendo carico dei costi di risanamento ambientale (500 milioni per ora, 1.8 miliardi in totale) che spetterebbero all’Ilva. Insomma, sull’asse Zurigo-Bruxelles è in corso quello che ha i contorni di un assalto al primo produttore europeo in un mercato, quello dell’acciaio, malato di sovrapproduzione.

«Il tribunale penale federale di Bellinzona ha disposto il divieto del trasferimento del miliardo e duecento milioni di euro sequestrato ai Riva al siderurgico di Taranto. Questa è l’ennesima doccia fredda per la città, che mette in evidenza tutte le scelte errate portate avanti dal Governo in questi anni nei confronti della acciaieria. Chiediamo che il premier Renzi venga immediatamente a riferire in Aula per comprendere quale strategia alternativa intenda mettere in atto l’esecutivo alla luce di quanto successo. Quei soldi bloccati in Svizzera erano la “copertura” che il Governo aveva artificiosamente trovato per lo stanziamento degli 800 milioni previsti nella Legge di Stabilità 2016, che sarebbero serviti appunto alla messa in sicurezza dello stabilimento ed al prosieguo della sua attività. Ora rischia di saltare tutto» le parole della parlamentare di Sel, Donatella Duranti.

Da parte sua, solo nel pomeriggio di ieri il sindaco Stefàno è intervenuto con una lettera inviata al ministro per lo Sviluppo Economico, Federica Guidi: «Ho inteso avviare una fase di concertazione con i Sindaci di altre realtà del nostro Paese, sedi di insediamenti industriali siderurgici interessati alle attività di produzione dello stabilimento Ilva. Comprenderà le ragioni di urgenza in base alle quali si sta avviando una fase di confronto fra queste realtà, allo scopo di condividere un percorso di proposte da sottoporre in termini collaborativi al Governo, quanto all’adozione di misure di salvaguardia delle attività e del futuro della siderurgia italiana ed in particolare dello stabilimento Ilva». Non nasconde le sue preoccupazioni Confindustria, mentre il governo potrebbe posticipare a dopo il 31 dicembre la nascita della cosiddetta new.co. che vedrebbe al 60% CdP, al 20% le banche creditrici verso Ilva ed al 20% un soggetto privato. Ma quale?   
 

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