20 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 22:59:00

Cronaca

Furto di rame all’Ilva, nei guai un operaio dell’indotto

In azione i carabinieri


Ruba oltre 300 chilogrammi di rame: arrestato un dipendente di una ditta dell’indotto Ilva.

I carabinieri del Nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale ì con la collaborazione di personale della vigilanza interna allo stabilimento siderurgico,  hanno sopreso in flagranza di reato , un qurantatreenne dipendente di una ditta esterna che opera all’interno del colosso siderurgico.

Erano in corso da tempo servizi di appostamento e di pedinamento di  alcune persone sospettate di essere gli autori dei furti di “oro rosso” e nella giornata di  ieri l’epilogo.
Una squadra di militari in borghese del Nucleo investigativo stava monitorando da diverse ore un’area di cantiere adibita allo stoccaggio del materiale in genere.

Proprio in zona, verso le ore 13 è giunta una jeep con a bordo il quarantatreenne, il quale, pensando di farla franca, ha iniziato a sezionare un grosso cavo in rame, della lunghezza di circa 20 metri, mattraverso l’utilizzo di una tronchese ad olio. Successivamente ha  riposto gli spezzoni all’interno del bagagliaio del suo veicolo.

Al termine dell’operazione ha deciso  di nascondere il materiale sotto una coperta e si  recato presso il varco magazzino per tentare di guadagnare l’uscita dallo stabilimento.
Qui il personale di vigilanza, immediatamente  avvisato dai militari che stavano operando in zona  ha bloccato  il fuoristrada, All’interno del bagagliaio sono stati  rinvenuti numerosi cavi di rame, per un peso complessivo di 320 chilogrammi. La refurtiva del valore commerciale di circa  2.500,00 euro, è stata  subito restituita all’azienda, mentre l’autovettura, una Chrysler Jeep e la cesoia utilizzata sono state sequestrate.

Espletate le formalità di rito, l’operaio è stato dichiarato in arresto dai carabinieri che avevano eseguto i servizi di appostamento e di pedinamento. Poi  su disposizione del pm  di turno presso la Procura del capoluogo jonico, il quarantatreenne è stato sottoposto agli arresti domiciliari nella sua abitazione che è situata a  Castellaneta Marina. 

Nei mesi scorsi le forze dell’ordine del capoluogo jonico hanno scoperto casi analoghi sempre all’interno dello stabilimento siderurgico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche