13 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Giugno 2021 alle 08:02:35

Cronaca

Ex Matra, stop ai veleni

Diventerà un centro per la gestione eco-sostenibile dei rifiuti


STATTE – Un fallimento nel 1998 e poi il difficile e lungo percorso di recupero di una porzione di territorio nel Comune di Statte che negli anni di attività dell’ex Matra aveva accumulato notevoli quantitativi di sostanze oleose liquide altamente inquinanti, contenenti PCB.

E’ la storia in pillole di uno dei siti più inquinanti a ridosso dell’area SIN di Taranto. Lo stesso che questa mattina il Comune di Statte acquisisce al patrimonio pubblico definitivamente bonificato.

Dal 1998 in poi il sito in contrada La Paolina (a tre chilometri dal centro abitato di Statte e a tre chilometri dallo stabilimento ILVA) è diventato così una delle mission più importanti per la bonifica ambientale, anche grazie alle risorse messe a disposizione dal CIPE (n.35/2005) e dalla Regione Puglia (Fondi FESR).

In tutto quasi 5milioni di euro che hanno finanziato il piano di caratterizzazione (476.198,82 euro – analisi dei livelli di inquinamento delle diverse matrici ambientali interessate dalla contaminazione) dell’impianto e delle aree adiacenti, la messa in sicurezza del sito (746.374,72 euro) e l’intervento di bonifica con lo scavo, la rimozione e lo smaltimento del terreno non conforme alle concentrazioni limite accettabili (3.800.000,00 euro – bonifica ex situ off site).

Ora certificazioni ARPA e una determina dell’Ufficio Ecologia e Ambiente della Provincia di Taranto certificano la bonifica dell’ex sito industriale dismesso ed evidenziano, di fatto, il raggiungimento di un obiettivo.

“Volevamo a tutti i costi portare a termine quest’opera” spiega il sindaco di Statte, Angelo Miccoli “non solo per la necessità di restituire salubrità, sicurezza e giustizia a questo territorio, ma anche per affermare un principio di legge per noi fondamentale che è quello del chi inquina paga. I guasti ambientali vanno riparati anche dalle aziende che nel nostro caso, dopo l’avvenuta bonifica, hanno interamente ceduto quell’area al patrimonio pubblico.

“E’ particolarmente significativo per noi” spiega l’assessore regionale Domenico Santorsola “che una delle aree più contaminate a ridosso dell’area SIN di Taranto oggi possa essere restituita alla città e che la destinazione sia proprio quella di incentivare buon pratiche ambientali attraverso la raccolta differenziata”.

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