29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 13:43:57

Cronaca

Valigia sospetta. Allarme in Tribunale

La denuncia dell’avvocato Giuseppe Lecce


L’avvocato pena-lista Giuseppe Lecce ha scritto a i vertici del tribunale per stigmatizzare un episodio avvenuto il 9 dicembre scorso a palazzo di giustizia di via Marche.

“ Il giorno 9 dicembre, nell’aula D del Tribunale di Taranto, alla presenza della dott.ssa Lotito, quale giudice designato per l’udienza, intorno alle ore 11.30/12.00, mentre si celebrava l’udienza alla presenza del pm e di altri avvocati, si sono avvicinate due persone  al giudice, le quali sicuramente avranno chiesto allo stesso di accedere in aula con un cane antidroga e i relativi assistenti – scrive il legale nella lettera- il giudice autorizzava l’accesso mentre aspettavamo la celebrazione dei processi, sopraggiungeva un cane anti-droga che  annusando luoghi, persone e cose al di qua della balaustra ove è posto il magistrato creando così uno stato di stupore nei presenti. Tant’è che io, in piedi sul lato sinistro dove si collocano i testimoni, con la mia toga e i miei occhiali, vedevo un cane che si aggirava in modo del tutto insolito nell’aula di udienza.

Non so cosa avrebbe detto Piero Calamandrei se fosse stato presente in aula, ma sicuramente gli si sarebbero arricciati i capelli.

Questo episodio è del tutto singolare ma è oltremodo irriguardoso per i difensori e per coloro i quali operano ogni giorno nelle aule di udienza- prosegue l’avvocato Lecce – in 28 anni di professione è la prima volta che assisto ad un episodio così singolare. Ritengo che sia necessario, da parte dei destinatari, procedere accuratamente a verificare quanto testé espresso e a prendere i provvedimenti opportuni.

Peraltro l’accesso in aula, le modalità con cui è stata effettuata la perquisizione di sorpresa e con l’ausilio del cane, dava l’idea che potesse esserci in aula della sostanza stupefacente. Gli assistenti di ausilio al cane, gli fornivano le indicazioni ove doveva annusare e  veniva chiesto ai presenti chi fossero i proprietari delle borse poste sul tavolo.
Credo che l’episodio si commenti da solo ma, da’ l’idea di quale sia il decadimento e il trattamento che è riservato all’intera classe forense”.
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Sembra che si sia trattato dell’intervento del nucleo an-tisabotaggio per eseguire verifiche riguardo alla  presenza in aula di una valigetta sospetta.

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