Cronaca

Qui i peggiori treni d’Italia

Il rapporto Pendolaria di Legambiente: male Taranto


La Reggio Calabria-Taranto e la Taranto-Potenza-Salerno sono tra le dieci peggiori linee d’Italia per i pendolari nel 2015. E’ lo sconfortante ‘verdetto’ del rapporto annuale Pendolaria di Legambiente, che verrà presentato ufficialmente a gennaio.

Un report dal quale esce male il Mezzogiorno, ed in particolare proprio Taranto.

“Il trasporto pendolare dovrebbe essere una priorità delle politiche di Governo – ha dichiarato il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini – perché risponde a una esigenza reale e diffusa dei cittadini e perché,  se fosse efficiente, spingerebbe sempre più persone ad abbandonare l’uso dell’auto con vantaggi ambientali, climatici e di vivibilità delle nostre città. Eppure, un cambio di rotta delle politiche di mobilità ancora non si vede.

Nella Legge di Stabilità non c’è nessuna risorsa per l’acquisto di nuovi  treni o per il potenziamento del servizio, mentre gli stanziamenti erogati dalle Regioni sono talmente risibili da non arrivare, in media, nemmeno allo 0,28% dei bilanci.

La nostra mobilitazione a fianco dei pendolari – continua Zanchini – punta a cambiare questo stato di cose.

Governo e Regioni devono impegnarsi concretamente per migliorare il trasposto pubblico su ferro”. I treni che passano dalla Capitale industriale del Sud sono pochi e vecchi. Questa l’analisi di Legambiente sulla Reggio Calabria-Taranto: “Una linea fondamentale di collegamento tra le regioni del Sud che vede continui tagli e l’uso di treni sempre più vecchi, malgrado il ruolo fondamentale che potrebbe avere nel collegare gli oltre 40 centri urbani e turistici lungo il percorso. Da Reggio c’è un solo treno diretto al giorno, che ci mette 7 ore e 12 minuti a una velocità di 66 km/ora su una linea sostanzialmente vuota.

Nel corso degli ultimi due anni la Regione Calabria ha tagliato circa 20 milioni di euro al contratto di Servizio con Trenitalia, già impoverito di molto negli anni precedenti. Riguardo la Taranto-Potenza-Salerno, “su questa linea di oltre 200 km di fondamentale importanza per i collegamenti interni tra Puglia, Basilicata e Campania, ma anche per i pendolari dei diversi centri lungo la linea, la situazione è ferma a 50 anni fa. I convogli non raggiungono i 50 km/h di velocità media e impiegano 1 ora e 47 minuti per collegare i 120 Km tra Potenza a Salerno, e 2 ore tra Potenza e Taranto (150 km). La beffa è che i ritardi sono all’ordine del giorno (quando i treni non subiscono soppressioni improvvise), nonostante la linea sia sostanzialmente vuota, visto che ci sono solamente 6 treni per direzione di marcia al giorno”.

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