14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca

Qualità della vita, Taranto sempre più in basso

La classifica sulla vivibilità boccia la nostra provincia


Taranto perde quattro posizioni, riesce nell’impresa di fare peggio dell’anno scorso e chiude al 107o posto. La classifica sulla Qualità della Vita pubblicata oggi dal Sole 24 Ore non dà scampo al capoluogo ionico.

La graduatoria, utile a misurare la vivibilità delle province italiane, è frutto di una elaborazione di una serie di dati statistici sui settori che attengono, appunto, la qualità della vita. L’indagine si snoda attraverso sei aree tematiche (Tenore di vita, Affari e lavoro, Servizi/Ambiente/Salute, Popolazione, Ordine pubblico, Tempo libero) per un totale di 36 indicatori con relative classifiche parziali, di tappa e finali.

Come detto, Taranto si piazza al 107o posto della speciale classifica dei capoluoghi italiani. E’ ultima della Puglia, le uniche a fare peggio sono, nell’ordine, Caserta, Vibo Valentia e Reggio Calabria a cui va la maglia nera.

Sul podio: Bolzano, Milano e Trento.

Tra le grandi città: Firenze (4); Bologna (12); Roma (16); Venezia (48); Torino (55).

In Puglia: Bat (85); Bari (88); Brindisi (91); Foggia (103); Lecce (105) Ma vediamo, settore per settore, i dati relativi a Taranto.

Tenore di vita (82o posto). Il valore aggiunto pro capite si attesta sui 14.550 euro. Bene per quanto riguarda l’importo medio mensile delle pensioni (822 euro), i consumi per famiglia (1.449 euro) e il costo della casa al metro quadro (1400 euro). Male, invece, la spesa per turismo all’estero (solo 96 euro pro capite).

Servizi & Ambiente. (93o posto). Positivi i dati riguardanti la copertura della banda ultra-larga (99% della popolazione), indice climatico, smaltimento delle cause civili. Va meno bene, invece in tema di disponibilità di asili rispetto alla potenziale utenza (4 posti ogni 100 bambini) ma anche riguardo alla percentuale di emigrazione ospedaliera (9%).
Affari & Lavoro (102o posto). Le imprese registrate sono 8 per ogni 100 abitanti. Basse le esportazioni (18% del Pil). Relativamente basso il tasso di occupazione tra i 15 ed i 64 anni e del 41%. In sofferenza anche l’imprenditorialità giovanile. I giovani, tra i 18 ed i 29 anni, titolari o amministratori di aziende sono 38 su 1.000.
Ordine Pubblico (57o posto).

Quasi a sorpresa, i risultati migliori per Taranto arrivano dagli indicatori che prendono in esame l’ordine pubblico. Scippi e borseggi, su 100.000 abitanti, sono 94. I furti in casa, invece sono 323. Rapine ed estorsioni, sempre calcolate su 100.000 abitanti, sono rispettivamente 31 e 17.

Popolazione (105o posto). Decisivi per il risultato ottenuto dal capoluogo ionico sembrano essere i dati riguardanti il saldo migratorio (-2) e la densità di abitanti per chilometro quadrato (242). Le separazioni per ogni 10mila coppie sposate sono 60. Non male gli indicatori sul numero medio di anni di studio (9 anni) e sulla speranza di vita media (82 anni).

Tempo Libero. (96o posto). Il peggiore risultato in assoluto di Taranto è quello riguardante la spesa dei turisti stranieri (30 milioni di euro). Basse anche le presenze negli spettacoli (808) e l’indice di sportività (231). Indietro anche per librerie su popolazione (6) numero di sale cinematografiche ogni 100mila abitanti (2) e numero di ristoranti e bar ogni 100mila abitanti (465).

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