15 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Gennaio 2021 alle 15:22:45

Cronaca

Nel Tarantino il Presepe prende vita

A Crispiano, Fragagnano e San Marzano di San Giuseppe si rinnova il tradizionale appuntamento con figuranti che in grotte naturali simulano antichi mestieri e la natività


Tra le tradizioni natalizie più antiche, c’è quella del presepe, col tempo allestito anche in forma “vivente”, con figuranti che in grotte naturali simulano gli antichi mestieri, la natività, l’arrivo dei Re Magi.

Nella nostra provincia, tante le iniziative di questo genere.

A Crispiano, il 26 e 27 dicembre, la Proloco e Pascar Group, in collaborazione con la Caritas Diocesana di Taranto, in via Palermo (zona grotte)presentano un presepe vivente extra comunitario (dalle 17 alle 22). Tante le novità in questa edizione: ritirando un ticket, sarà possibile degustare il pane “azzimo”, vino e castagne. Sarà, inoltre, allestito un mercatino con prodotti ortofrutticoli e con abili artigiani, esperti nella lavorazione del tufo, che venderanno originali oggetti che ricordano il Natale.

Nel centro storico di Fragagnano, l’associazione benefica onlus “Amici a 4 zampe” presenta la X edizione del presepe vivente. La manifestazione, prevista per il 27 e 29 dicembre e per il 3 e 5 gennaio (dalle 17 alle 21), avrà luogo nei sotteranei del medioevale Palazzo Baronale e nel settecentesco Palazzo Marchesale. A fare da colonna sonora sarà la Corale Polifonica Maria SS Immacolata, diretta da Rita Galeone.

Alla sua XVI edizione è giunto, invece, il presepe vivente di San Marzano di San Giuseppe: dal 1998 ad oggi, l’evento ha visto numeri in costante crescita.

Inizialmente nato come atto di devozione, per le prime tre edizioni l’appuntamento ha visto il centro storico del piccolo borgo arbereshe trasformato nella Betlemme di un tempo per poi spostarsi, alla IV edizione, nella Gravina della Santuario “Madonna delle Grazie”, sulla strada provinciale che collega San Marzano di San Giuseppe a Grottaglie, luogo caratterizzato da dipinti bizantini ed insediamenti rupestri.

Tra la macchia mediterranea e tanto profumo,  si snoda il percorso di 500 metri, animato da circa 400 personaggi in costume, raffiguranti un popolo semplice che, in religioso silenzio, svolge il mestiere di pastore, cestaio, fornaio, filatrice e soldati romani. Erode e le sue ancelle, poi, rendono ancora più suggestive le scene, anche con l’ausilio di luci, musiche e fuochi.

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