Cronaca

«Città Vecchia, Borgo, Aree demaniali: il Comune è fermo»

L’atto di accusa degli Ordini professionali


Di rado si era visto un documento politico così importante firmato da più ordini professionali, associazioni di categoria e associazioni ambientaliste. Ordine degli Architetti, Ordine degli Ingegneri, Collegio dei geometri, Associazione dei Costruttori edili, la sezione Materiali edili di Confcommercio e Legambiente hanno inviato una lettera aperta a tutti i consiglieri comunali per richiamare la loro attenzione su temi fondamentali per la città rispetto ai quali, tuttavia, il Comune è fermo.

«La Città assiste  – scrivono Ordini e associazioni – ad una sensibile difficoltà da parte delle Istituzioni a fare fronte con la opportuna efficacia non solo a tali grandi e importantissimi appuntamenti ma anche alla semplice gestione del quotidiano e tutto ciò penalizza enormemente lo sforzo che la cittadinanza attiva, le associazioni di categoria, gli ordini professionali, le rappresentanze delle forze economiche e sociali del territorio, fanno per contribuire alla costruzione di una città operativa e soprattutto vivibile.

Troppe le questioni in campo non risolte e per le quali non si intravedono forti e incisive azioni delle Istituzioni comunali». Si comincia con la Città Vecchia, che «attende risposte urgenti circa il ripristino della sua vivibilità quotidiana che non possono attendere solo ciò che con il Contratto Istituzionale di Sviluppo il Comune di Taranto ha richiesto al Governo nazionale». E poi il Borgo umbertino che «sta scivolando verso una crisi strutturale e di identità mai vista prima». E ancora: «Palazzo degli Uffici, Aree demaniali dismesse, sono temi sui quali il dibattito e l’azione sono fermi ormai da anni e non ci sembra che il Comune stia governando un processo di rigenerazione urbana così indispensabile per riqualificare aree assolutamente strategiche come quelle del Borgo e in particolare quelle che la Marina Militare ha ceduto da tempo alla città».

Sulle periferie: «Vorremmo sapere se l’Amministrazione abbia definito o meno un programma di interventi che possa dare risposte in termini di nuove risorse a disposizione per interventi strutturali». Si continua con i mali della macchina amministrativa dle Comune: «non possiamo non rilevare come importantissimi e strategici settori dell’Amministrazione siano in una situazione di criticità tale da comprometterne addirittura la semplice operatività quotidiana. Dopo una perdurata assenza di ben sei mesi di un Assessore delegato alla pianificazione urbanistica e all’edilità, settore assolutamente determinante per lo sviluppo del territorio e che vede sensibilmente coinvolti come professionisti e attori economici e sociali oltre che portatori di interessi collettivi, abbiamo preso atto finalmente che il Sindaco ha sciolto finalmente la riserva. Attendendo che il nuovo assessore spieghi alla città la linea che intende seguire e le strategie che intende adottare per svolgere al meglio il proprio mandato, non possiamo nascondere però una certa perplessità che ha colto tutti alla notizia che a guidare un assessorato così determinante il sindaco abbia indicato una personalità con formazione culturale e professionale decisamente lontana dalle tematiche relative all’urbanistica, alla pianificazione, alle questioni edilizie.

Una perplessità che diviene ancora più forte proprio in considerazione che le deleghe che il Sindaco ha assegnato al nuovo assessore, urbanistica, edilità, città vecchia, contratto istituzionale di sviluppo, saranno gli assi portanti della strategia complessiva di riqualificazione dell’intero territorio cittadino e per i quali saranno a disposizione le maggiori risorse finanziarie. Avremmo quindi immaginato che il sindaco, dopo 6 mesi di assenza, avesse individuato una figura tecnica specificatamente competente in tali argomenti. E ciò, al momento, non ci sembra un requisito soddisfatto». Non solo: «tra assessori e dirigenti non vi sono più figure tecniche nei ruoli apicali, proprio in un momento in cui è fondamentale una visione strategica delle problematiche ed una piena conoscenza delle questioni in campo».

«Le Direzioni Tecniche necessitano di avere Dirigenti con Laurea Tecnica e con spiccate doti manageriali al fine di rilanciare l’economia della città che ormai è lentamente agonizzante». Vienme quindi sottolineata la necessità di mettere mano con urgenza alla pianta organica. Infine, la necessità per Taranto di dotarsi di un nuovo strumento urbanistico:  «A tale riguardo non possiamo non rilevare come ci sia stata una vera e propria battuta di arresto a seguito del Parere dell’Autorità Nazionale Anticorruzione che ha sancito l’incompatibilità del professionista incaricato. Ciò ha comportato la revoca dell’incarico, con la perdita di ulteriori due anni costringendo la Città ha riavviare un processo che, seppure da noi fortemente criticato nel merito e nel metodo perché povero di occasioni reali di confronto con il territorio e privo finora di risultati tangibili, ha comunque segnato l’inizio di una fase nuova per la costruzione di un nuovo futuro della nostra città».

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