27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 17:55:00

Cronaca

Resiste l’economia del gusto

Confartigianato: il settore alimentare “regge” all’urto della crisi


Le imprese dell’artigianato alimentare resistono alla crisi, in controtendenza rispetto al resto delle aziende artigiane pugliesi.

Mentre queste ultime registrano una fl essione dell’1,8 per cento (da 73.302 aziende a 71.947), il numero di aziende nel settore alimentare rimane pressoché invariato. Anzi, durante le festività natalizie, aumentano i volumi di fatturato. Basti pensare che, a dicembre, le vendite al dettaglio di prodotti alimentari risultano del 23,6 per cento superiori alla media.

In Puglia, il settore dell’artigianato alimentare conta 6.528 imprese tra pasticcerie, panifi ci, pastifi ci, distillerie, laboratori per la lavorazione di prodotti lattiero-caseari, carni, frutta, ortaggi, pesce, oli, grassi vegetali ed animali. E’ quanto emerge da un’indagine del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia. In particolare, il comparto più consistente è quello che raggruppa pasticcerie, panifi ci e gelaterie con 3.185 imprese, pari al 48,8 per cento del totale. Seguono i locali che vendono cibi da asporto. Ce ne sono 2.241.

Rappresentano il 34,3 per cento del dato complessivo. Le ditte che lavorano prodotti lattiero-caseari sono 367, cioè il 5,6 per cento del totale. I pastifi ci sono 321 e rappresentano il 4,9 per cento. Le aziende che producono oli, grassi vegetali e animali sono 95, mentre quelle che fanno tè, caffè, cacao, condimenti e spezie 63. Sono 51 le distillerie e le birrerie, 46 le imprese che trasformano le granaglie, 63 quelle che lavorano frutta, ortaggi e pesce. Appena 22 quelle che macellano carni. Ci sono, poi, altri 74 produttori alimentari.

Cene e pranzi natalizi, dunque, saranno ancora all’insegna dei prodotti made in Puglia. «I dati elaborati dal nostro Centro Studi regionale – spiega Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia – dimostrano ancora una volta la forza del settore agroalimentare pugliese, in grado non solo di resistere alla crisi economica, ma anche di registrare un incremento nei numeri. Il periodo natalizio, poi, rappresenta per i pugliesi un appuntamento irrinunciabile con le eccellenze del nostro artigianato alimentare. Questi dati – continua Sgherza – premiano la tradizione pugliese, che vanta ben 249 dei suoi prodotti agroalimentari all’interno del patrimonio culturale nazionale. Si tratta di un vero e proprio tesoro che siamo impegnati a difendere da contraffazioni, frodi e violazioni».

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