25 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2021 alle 21:56:23

Cronaca

“Inquinamento senza fine”, nuovo esposto in Procura del Fondo Antidiossina. Il video

La denuncia è stata presentata alla vigilia del Natale


Ieri mattina, vigilia di Natale, nuovo esposto in Procura sulla emergenza ambientale a Taranto provocata dalla presenza dell'Ilva, a firma dei vertici del Fondo Antidiossina Taranto.

Consegnate foto e documentazione alle autorità giudiziarie. «L'area Gestione rottami ferrosi – si legge nell'esposto – continua ad inquinare pesantemente aria, suolo e sottosuolo. In una delle tante foto che sono state consegnate alle autorità con una relazione dettagliata, si vede l'area Gestione Rottami Ferrosi diventata discarica dei rifiuti incandescenti della Acciaieria 1 e 2 dell'Ilva. L'area GRF si trova proprio nel cuore dell'Ilva di Taranto. Nell'esposto di oggi si invita il Procuratore di Taranto ad intervenire».

Ecco il testo dell'esposto:

«Il sottoscritto, Fabio Matacchiera, rappresentante legale della onlus “Fondo Antidiossina” espongo quanto segue:

Nelle notti scorse ho puntato l'occhio della fotocamera e della videocamera, ancora una volta, in direzione Ilva di Taranto. In particolare, l’obiettivo è stato diretto sull’area GRF (Gestione Rottami Ferrosi) dove, con una cadenza che varia tra i 50-60 minuti c.a, vengono svuotate sul terreno (area non pavimentata) le enormi paiole che portano con sé tonnellate di scorie liquide di ghisa e di acciaio ancora incandescenti provenienti dalle acciaierie 1 e 2 dell’Ilva di Taranto, causando una enorme diffusione di materiale polverulento e di emissioni pericolose non controllate in atmosfera.

Ho potuto rilevare, dalla ripetuta ed attenta visione del materiale video-fotografico, che tali emissioni, subito dopo lo svuotamento delle paiole, riescono ad investire abbondantemente aree esterne a quella industriale, fino a spingersi verso i quartieri limitrofi di Taranto ed oltre. Faccio presente che l’area GRF fu messa sotto sequestro nel luglio 2012 poiché fu dimostrato dalla magistratura quale fosse il rischio associato all’esercizio di quella area per la popolazione, per gli stessi operai e per l’ecosistema e con provvedimento di riesame AIA del 26 ottobre 2012, furono previsti interventi di copertura e contenimento dell’area GRF e di aspirazione fumi, che, allo stato attuale, non risulterebbero intrapresi. 

Successivamente, nelle more dell’attuazione degli interventi previsti dal Decreto di Riesame AIA, il punto 16.h) dell’Allegato al DPCM del 14.03.2014, entrato in vigore l’08.05.2014, è stato disposto, entro dieci mesi, la realizzazione di “un sistema a cappe mobili, come misura transitoria”.

Ad oggi non si ha alcun riscontro di quanto realizzato dall’Azienda, se non quello che ogni giorno è possibile vedere dall'esterno nubi enormi di polevri elevarsi in cielo e, attraverso le foto che ci sono pervenute, abbiamo anche prova che lo svuotamento delle paiole avviene costantemente e ripetutamente sulla nuda terra, quindi in un'area non pavimentata, inquinando anche il suolo ed il sottosuolo.

Unica misura di limitazione adottata da ILVA delle emissioni diffuse di polveri potenzialmente intrise di metalli pesanti, allo stato attuale, sarebbero due o tre “fog cannon”; gli stessi risultano però a distanza tale dall’area di discarica da non essere, con ogni probabilità, efficaci alla nebulizzazione di acqua per l’abbattimento delle particelle di polveri sospese generate delle emissioni diffuse derivanti dal versamento delle paiole e nelle attività di ripresa della scoria raffreddata.

Pertanto, allo stato attuale, le attività di sversamento delle scorie liquide di acciaieria, contenute in paiole, che, trasportate con carri ferroviari, vengono svuotate sul terreno, sono le medesime in essere nell’anno 2012 con modalità manuale da parte degli operatori di stabilimento e senza che sia stata posta in essere alcuna misura di contenimento. Inoltre, lo svuotamento delle scorie liquide direttamente sul terreno non pavimentato, come già detto, causerebbe anche inquinamento del suolo e del sottosuolo (oltre che dell’aria per i motivi precedentemente esposti).

Chiedo espressamente alla Procura di Taranto il perché non stia revocando la facoltà d’uso, in linea con le indicazioni della Corte Suprema, considerato che la gestione degli impianti ed i relativi fenomeni inquinanti risultano invariati dal 2012

Per tutto quanto sopra esposto, sporgo formale denuncia-querela con istanza di punizione nei confronti di chiunque verrà ritenuto responsabile di tutti i reati che la S.V. Ill.ma riterrà ravvisare nei fatti sin qui descritti ed accertandi. Chiedo, altresì, alla S.V. Ill.ma di essere informato dell’eventuale richiesta di archiviazione dell’istaurando procedimento penale ai sensi dell’art. 408 c.p.p., onde consentirmi di proporre opposizione come per legge, della eventuale proroga delle indagini preliminari e dichiariamo sin d’ora di opporci all’esercizio dell’azione penale nelle forme del decreto penale di condanna.  Con espressa riserva di ogni altro diritto».

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