31 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 31 Ottobre 2020 alle 15:37:55

Cronaca

Anche i medici chiedono chiarezza sul S. Cataldo

La richiesta: valutare l’impatto sull’ambiente del nuovo ospedale


E’ necessario valutare l’impatto sull’ambiente del nuovo ospedale. E’ quanto sostengono dal comitato direttivo dei medici Isde di Taranto (associazione medici per l’ambiente) in relazione alla realizzazione del nuovo ospedale San Cataldo.

«Qualunque attività si insedi in un territorio simile dovrebbe  essere preceduta da studi e valutazioni meticolosi. Questa volta non accadrà? Benché anche un ospedale possa inquinare, esattamente come una fabbrica o un albergo, il progettato nuovo ospedale San Cataldo (207 milioni di euro di investimento, 226mila metri quadrati, 715 posti letto, 19 sale operatorie, 60 ambulatori, 2000 posti auto), potrà farne a meno. Non avrà bisogno della Via, come pure è avvenuto in altri casi, per esempio l’ospedale di Monopoli. Lo ho deciso il Comune di Taranto.

La conferenza dei servizi decisoria del 4 dicembre scorso ha stabilito che si può omettere la Valutazione d’Impatto Ambientale (Via), pure espressamente richiesta da Arpa Puglia, l’agenzia regionale per la protezione ambientale. Eppure – dicono i medici – in Italia la normativa in materia d’impatto ambientale si applica ad opere di rilevanza, per le quali è opportuno valutare preventiva-mente il tipo d’impatto sia sull’ambiente naturale ma soprattutto su quello antropico, ovvero l’impatto che queste attività possono avere sulle persone.

La normativa specifica in materia di Via, contiene espliciti riferimenti alle fasi di cantierizzazione (allegato C del Dpr 12 Aprile 96 art 40 comma 1 legge 22 febbraio 1994 n.146), così come il c.d. “Testo Unico” in materia d’ambiente (Dr. Lgs.152/2006 art.27), e ancor meglio specificate nelle direttive 2011/92/EU e 2014/52/Eu. A prescindere da obblighi e disposizioni normative, a causa dell’impatto significativo e di regola negativo (rumore, contaminazione di acqua e suolo, emissione di polveri nocive in atmosfera, lesioni alla vegetazione e aumento dell’inquinamento veicolare dovuto alla trasportistica di cantiere e alla congestione del traffico) la Via è comunque una prassi che si sta opportunamente diffondendo in tutte le regioni italiane in cui sia previsto un progetto edile di dimensioni importanti (ospedale di Monopoli, ospedali della provincia di Trento). Curiosamente a Taranto, dove sarebbe richiesta una maggiore attenzione, questo non avviene. È sbagliato, inopportuno, pericoloso. Lo si costruisca senza deroghe, come avviene in ogni altra parte d’Italia».

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