06 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Agosto 2021 alle 00:03:00

Cronaca

Ilva annuncia 3.500 esuberi

E' il numero indicato dall'azienda nel corso della consultazione per la proroga dei contratti di solidarietà


Oltre tremila esuberi, anche se "temporanei".

Per la precisione, 3510: questo il numero indicato dall'Ilva ai sindacati durante l'incontro relativo all'avvio della consultazione per la proroga dei contratti solidarietà. Il vertice si tiene nello stabilimento di Taranto.

Questo il 'dettaglio' degli esuberi: 1713 nell'area Laminazione e tubifici, 975 nell'Area Servizi, Staff e Manutenzioni e 831 nell'area fusoria.

La fermata potrà essere totale o completa, sia pure per periodi parziali, per tutti gli altri reparti alimentati dalle produzioni area a caldo dello stabilimento di Taranto.

Il provvedimento farà data dal 3 marzo e avrà la durata di 12 mesi. Sarà interessata, nella ripartizione delle ore lavorative, una platea di 11.033 lavoratori. Lo scorso anno fu concordato un numero massimo di 4.074 unità. Numeri in diminuzione, dunque. Ma il futuro dell'Ilva resta tutto da decifrare: entro il 10 febbraio, come noto, devono pervenire le manifestazioni d'interesse per l'acquisto.

Alla riunione odierna partecipano il responsabile delle relazioni istituzionali Domenico Liurgo e i segretari di Fim, Fiom, Uilm e Usb. L'azienda ha ricordato che l'assetto di marcia è dettato dalla fermata degli impianti imposta dalle prescrizioni Aia e dalla crisi di mercato. La produzione giornaliera sarà di circa 17mila tonnellate al giorno di acciaio rispetto alle 30mila tonnellate al giorno producibili in pieno assetto produttivo. "Cio' – spiega l'azienda nel documento consegnato ai sindacati – porterà inevitabilmente a una ridotta alimentazione dei reparti a monte e a valle dello stabilimento di Taranto e delle altre unità produttive".

Non si è fatta attendere la replica delle organizzazioni sindacali.

"FIM, FIOM e UILM – si legge in un documento -nel confronto odierno hanno sollevato diverse questioni di merito: prospettiva industriale e futuri assetti dell’Ilva di Taranto; richiesta di integrare il salario dei lavoratori rispetto anche ad un peggioramento normativo introdotto dai decreti attuativi del Jobs act; richiesta di ulteriore diminuzione sui numeri degli esuberi temporanei".

"L’azienda – prosegue la nota sindacale – ha dichiarato di non essere nelle condizioni di poter integrare il salario rispetto a quanto garantito dalle normative attuali".

"FIM, FIOM UILM preso atto della indisponibilità da parte aziendale sull’integrazione al reddito – conclude la nota unitaria -, e considerato la discussione in corso in Parlamento sul decreto e l’avvio del bando per la cessione del gruppo Ilva, valuteranno da subito iniziative che portino a dare garanzie a tutti i lavoratori, sia su una maggiore tutela del salario, sia sulla prospettiva futura".
 

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