25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2021 alle 11:57:00

Cronaca

«Nessun riconoscimento per quel salvataggio»

Crollo di una gru al porto. Lettera dell’Unione piloti al ministero


Nessun riconoscimento per il salvataggio al IV sporgente Ilva del porto.

E’ amareggiato il comandante Giuseppe Orru, presidente dell’Unione Piloti dei Porti, per il trattamento riservato nel corso di un incontro promosso dalle Associazioni di Categoria Angopi e Fedepiloti sul tema “Futuro e porti – professionalità e sicurezza valorizzare il lavoro e la sicurezza portuale – premiare il coraggio e la professionalità in mare”, ai servizi tecnico nautici nella loro interezza e, più specificatamente, al pilota Vincenzo Bellomo e agli equipaggi dei Rimorchiatori Napoletani, protagonisti l’11 dicembre del 2014, insieme al gruppo ormeggiatori, del salvataggio di un operaio rimasto incastrato nel crollo della gru operante al IV sporgente Ilva.

Al meeting, tenutosi a Pome-zia lo scorso 17 dicembre, erano presenti tra gli altri anche il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, ed il comandante generale delle Capitanerie di Porto, Vincenzo Melone.

«Purtroppo – si legge in una lettera aperta inviata, tra gli altri, anche a Ministero delle Infrastrutture e trasporti e Comando generale delle capitanerie di porto – l’evento, invece di essere l’occasione per esaltare il servizio svolto da tutti i servizi tecnico nautici, con particolare riferimento a quello svolto in situazioni estreme, dove il fattore umano, il pieno affiatamento, il rispetto ed il riconoscimento dei reciproci ruoli, l’indiscussa preparazione dei servizi stessi, rappresentano, sotto la vigilanza, il coordinamento e la gestione dell’Autorità Marittima, gli elementi fondanti per la favorevole risoluzione dell’emergenza, si è limitato a tributare riconoscimenti ai componenti delle sole associazioni organizzatrici».

Secondo il comandante Orru, che non discute l’attribuzione de riconoscimenti, si è persa una preziosa occasione per rappresentare, all’autorevole platea, «i servizi tecnico nautici, nella loro interezza ed unitarietà, quale fermo baluardo della sicurezza della navigazione nella più ampia e nobile accezione del termine. Sarebbe stato veramente bello – prosegue la missiva –  vedere su quel palco ormeggiatori, piloti ed equipaggi dei rimorchiatori dei vari porti italiani, insigniti di medaglie e altre onorificenze più o meno prestigiose concesse da organismi superiori, in ogni caso autonomi rispetto all’associazione alla quale si è iscritti, oppure in attesa o in mancanza di queste, semplicemente veder elogiati gli interessati dai loro comandanti del porto». Per il presidente dell’Upi invece «la cerimonia si è ridotta alla premiazione dell’associato dell’anno svilendone la portata stessa”. 

A sostegno della sua tesi cita il fatto che su quel palco erano assenti  gli equipaggi dei rimorchiatori della società brindisina Barretta, e della società ravennate Sers, protagonisti anche loro dei salvataggi in favore, rispettivamente, del traghetto “Norman Atlantic” e dei marittimi imbarcati sulla M/n Gokbel affondata nelle acque del porto di Ravenna.

«Stessa sorte – aggiunge Orru – è capitata agli equipaggi dei Rimorchiatori Napoletani, i quali non sono stati nemmeno citati per il contributo apportato» durante il salvataggio di un operaio  rimasto incastrato nel crollo della gru operante al IV sporgente Ilva, «per il quale erano presenti i soli ormeg-gia-tori di Taranto».

«E che dire – rincara poi la dose – del trattamento riservato al pilota Vincenzo Bellomo il quale è stato proposto per una ricompensa al valor civile la cui motivazione è stata redatta dal Comandante del porto di Taranto C.V (CP) Giuseppe Famà. Le eccezionali azioni di persone che con i loro sforzi contribuiscono in modo determinante a garantire la sicurezza della navigazione andrebbero – sostiene – ascritte a tutta l’utenza marinara, nella loro interezza intendendo per tali i piloti, gli ormeggiatori ed i rimorchiatori, prescindendo dalla sigla sindacale di appartenenza il tutto per evitare che alcuni comportamenti possano apparire come beghe o “liti da condominio”».

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