29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 09:13:06

Cronaca

La lunga marcia degli operai. Si parte alle 9

In piazza dipendenti diretti e dell’indotto. C’è anche Confindustria


Si parte alle 9 dal ponte S. Eligio, per attraversare la Città Vecchia, lungo la via Garibaldi, e raggiungere il borgo e la Prefettura, intorno alle 12.30.

Al Prefetto i rappresentanti sindacali presenteranno la richiesta di un incontro con il Governo.  E’ il percorso della manifestazione in programma per oggi, mercoledì 10 febbraio, che ha l’obiettivo di “coinvolgere nella vicenda Ilva tutto il territorio jonico e stabilire un’interlocuzione tra le istituzioni – Regione Puglia e Governo – e chi sta sperimentando sulla propria pelle i disagi che una situazione così complessa comporta”.

Sono le parole usate dai sindacati confederali, che organizzano la giornata di mobilitazione, a cui parteciperà anche Confindustria. Gli operai Ilva incroceranno le braccia per quattro ore; a manifestare anche i dipendenti dell’indotto.

Giancarlo Turi (Uil), Giuseppe Massafra (Cgil) e Antonio Castellucci (Cisl) hanno lanciato un appello all’unità: “Auspichiamo che la manifestazione possa travalicare le sigle sindacali, che si possa finalmente superare la cultura delle divisioni in favore della città” ha detto Castellucci. “Sindacato e Lavoratori di Taranto sciopereranno e manifesteranno per rivendicare un progetto di futuro definito per il sito siderurgico jonico, la cui sopravvivenza è intimamente legata all’adozione di misure di carattere  economico (finanziarizzazione degli interventi di ammodernamento) e non (bonifica e piena ambientalizzazione del sito industriale)” le parole di Turi.

In una nota di Confidustria si legge che “l’imminente cessione dell’Ilva e le garanzie sul prosieguo dei processi di risanamento ambientale e sul mantenimento e la continuità produttiva ed occupazionale della fabbrica: sono aspetti che Confindustria Taranto considera fondamentali per garantire reali prospettive di futuro alla grande fabbrica e sui quali non ci si può permettere di abbassare la guardia, pena un inevitabile e progressivo smantellamento di una delle più importanti realtà produttive del Paese ed effetti, a catena, a dir poco devastanti”.

“In riferimento alle ultime dichiarazioni che da più parti arrivano in merito alle adesioni o meno alla manifestazione del 10 febbraio sulla vertenza Ilva, vi è da segnalare che viste le motivazioni di fondo che hanno alimentato lo sciopero e la relativa mobilitazione e che vede interessato e coinvolto l’intero territorio tarantino e nazionale, è evidente che l’allargamento della stessa mobilitazione ed interessamento viene in modo naturale”. E’ quanto afferma in una nota Giuseppe Romano, segretario generale della Fiom-Cgil Taranto, che aggiunge: «Vi è da indicare in tutti i casi che tutta la mobilitazione e rivendicazione di chiarezza e notizie sul futuro dell’Ilva parte da una piattaforma esclusivamente a carattere sindacale. Diciamo no a strumentalizzazioni ed a primogeniture che non arrivano dal mondo sindacale”.

A parlare anche il leader nazionale dei metalmeccanici Cgil, Landini: “E’ necessaria e non più rinviabile l’attivazione da parte del Governo di un tavolo nazionale della siderurgia che, a partire da scelte di politiche industriali, sia in grado di affrontare e risolvere tutte le vertenze aperte nel settore”.

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