21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 19:30:12

Cronaca

Ilva, politica e sindacati attendono i commissari

Continua l’analisi delle manifestazioni d’interesse


“Dare un futuro all’Ilva non significa venderla ad un grande produttore straniero, sempre che ce ne sia qualcuno capace di mettere subito sul piatto il miliardo di euro che serve per farla ripartire: c’e’ bisogno di 4 o 5 operatori che, con il sostegno delle istituzioni, la rimettano sul mercato”. Lo spiega in un’intervista a Radiocor Giuseppe Mannina, presidente di Trasteel, la societa’ italo-svizzera di trading siderurgico che ha presentato una delle 29 manifestazioni di interesse per il gruppo in amministrazione straordinaria.

“Taranto e’ un grande stabilimento, ha economie di scala che sono le piu’ competitive in Europa e tra le prime al mondo. Ha un valore enorme, non replicabile e da preservare a tutti i costi. L’Ilva l’acciaio lo sa fare, le competenze ci sono, non serve che arrivi un grande produttore”, spiega Mannina, che, prima di fondare nel 2009 la Trasteel insieme ad alcuni altri manager della Duferco, ha lavorato diversi anni proprio all’Ilva.

“Quello che serve sono degli operatori, anche esteri, che la facciano funzionare aprendo l’accesso ai mercati internazionali e alle linee di credito. E’ chiaro che non possiamo fare le cose da soli, serve una cordata”, spiega Mannina, che e’ in buoni rapporti con un altro candidato, la Eusider di Costa Masnaga, in provincia di Lecco. Nel contempo, politica e sindacato tarantini aspettano gli eventi, mentre tutto va verso una “cordata italiana” con Paolo Scaroni, ex Eni al comando e Cassa Depositi e Prestiti vero finanziatore.

”Avevamo chiesto, con un atto depositato in consiglio comunale e per voce dell’On.le Vitali, che il governo venisse a Taranto per confrontarsi con le istituzioni locali, le rappresentanze datoriali e sindacali, le associazioni ed i liberi cittadini. Prendiamo atto, ora, che tutte le rappresentanze politiche-istituzionali del territorio, a seguito della manifestazione unitaria promossa dai sindacati, avvertono finalmente la stessa esigenza e auspichiamo che tale confronto possa avvenire quanto prima. Di certo, le rivendicazioni della città vanno portate avanti con coerenza” dice il Gruppo Consiliare di Forza Italia al Comune di Taranto (Giampaolo Vietri, Mario Cito, Cosimo Ciraci, Adriano Tribbia).

Renato Perrini (CoR) dice che “Ho ritenuto assolutamente necessario, come espressione del territorio ionico, prendere parte alla manifestazione che mercoledì ha visto sfilare insieme sindacati, operai, imprenditori ed istituzioni.  E’ diffuso il timore, tra tutti i portatori di interesse, che la cessione, senza  precise garanzie e, soprattutto in assenza di un puntuale piano industriale e finanziario, possa riservare brutte sorprese per Taranto”. Mentre i Liberi e Pensanti rilanciano la loro “Legge per Taranto che garantisca lavoro e salute”, Giancarlo Turi (Uil) dichiara che “anche Taranto è riuscita, finalmente, a sintonizzarsi con il resto del Paese, proiettandosi sulla scena nazionale con un livello di coesione nuovo ed importante. Omologare e compattare il fronte di azione, condividerne i contenuti e programmare il futuro rappresentano, tutti, obiettivi raggiunti, che segnano uno spartiacque, profondo e carico di significati, nella storia recente della Città. Oggi il futuro appare meno preoccupante”.

L’on. Enza Labriola, in una nota, rimarca che “la vendita e il rilancio dell’Ilva di Taranto, per la quale sono giunte 29 manifestazioni di interesse, devono andare di pari passo con il riscatto della città e con la tutela di tutti i lavoratori, compresi quelli dell’indotto. Serve un percorso virtuoso che consenta di affrontare e superare problematiche annose, da quelle della sicurezza sul sito produttivo, a quelle ambientali e sanitarie”.

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