22 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 07:26:25

Cronaca

Viaggio in Terapia Intensiva Neonatale

Un’eccellenza all’interno dell’ospedale SS. Annunziata


C’è un luogo a Taranto dove la vita esprime, al tempo stesso, fragilità e forza ed è la struttura di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale (TIN) dell’ospedale SS. Annunziata.

A muovere le energie migliori di medici, infermieri e operatori, il principio dell’accoglienza e dell’assistenza, nel rispetto dei diritti e dei bisogni del neonato e della sua famiglia.
Le cure qui vengono offerte con estrema umanità, e un’attenzione particolare viene riservata alle relazioni che si instaurano tra medici e genitori dei piccoli degenti.

La Struttura Complessa di Neonatologia e TIN del SS. Annunziata è l’unico centro di II livello della provincia di Taranto, per l’assistenza dei neonati fisiologici e patologici che hanno bisogno di terapia intensiva, ed è un riferimento anche per le altre regioni del Sud.

Con l’omologo “centro” di Terapia Intensiva Neonatale di Foggia, quello attivo a Taranto è il più grande della Puglia.

Conta 10 posti letto per assistenza: 8 in regime comune e 2 in isolamento, per i bambini che nascono con delle problematiche particolari, per esempio di carattere infettivo.
Il “reparto” ha anche un’area destinata al sub-intensivo, ovvero 20 posti letto per neonati che necessitano di un’assistenza meno complessa, bambini che poi vengono sottoposti alle cure minime, prima di essere dimessi.

Nella TIN viene garantita l’assistenza in sala parto, fin dalla nascita, con la rianimazione primaria neonatale 24 ore su 24 e l’osservazione transizionale post-parto, oltre che la cura dei piccoli che hanno bisogno di terapie intensive, di qualsiasi peso o età gestazionale siano.

Sono 1800 i neonati che ogni anno arrivano in TIN, un numero in crescente aumento, a Taranto, un dato in controtendenza rispetto a quanto accade altrove. Gli altri “punti nascita” del capoluogo jonico sono dislocati presso la clinica Bernardini, gli ospedali di Martina Franca, Castellaneta e Grottaglie.

“Abbiamo 4000 neonati all’anno accolti nei cinque punti nascita del territorio di Taranto, una cifra impressionante, soprattutto se si tiene conto del fatto che le risorse umane sono distribuite in maniera sbagliata, se non addirittura pericolosa – sottolinea il Dottor Oronzo Forleo, che guida la struttura del SS. Annunziata. Alcune delle unità che accolgono questi neonati andrebbero accorpate, perché non è pensabile avere dei punti nascita dove non ci sono specializzazioni. Ad un volume di lavoro come quello che noi sosteniamo corrisponde un’ottima consuetudine di vita con l’emergenza, si è più preparati ad affrontarla. Diversamente da quanto accade nei “reparti” che hanno volumi di lavoro ridotti, e dove quindi c’è una scarsa abitudine alle emergenze, qui si è meno pronti a mettere in atto le pratiche più adatte ad ogni singolo caso”.

Forleo sottolinea che ogni anno c’è un numero consistente di bambini che paga per l’assistenza non specializzata. Neonati che nascono con delle problematiche importanti, sui quali occorrerebbe intervenire per tempo, con la dovuta preparazione.

“La TIN del SS. Annunziata ha un alto livello di specializzazione, ma purtroppo un numero ridotto di operatori rispetto agli standard richiesti a livello nazionale, e alle altre strutture pugliesi. Basti pensare che a fronte dei nostri otto medici, il corrispondente reparto dell’ospedale di Foggia ne ha diciannove. Senza considerare che dal giorno dell’applicazione della normativa europea che regola gli orari di lavoro di medici e infermieri, quindi dallo scorso novembre, sperimentiamo disagi ancora maggiori”.
Il reparto ospita inoltre un gruppo di persone che supportano con il loro impegno quotidiano i genitori dei neonati ricoverati, anche dopo le dimissioni dei piccoli. Si tratta dell’Associazione onlus “Delfini e Neonati A. De Cataldo”, che promuove anche attività culturali e scientifiche rivolte al personale del reparto e ai genitori, con lo scopo di fornire loro tutti gli strumenti utili ad affrontare situazioni spesso complicate.

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