24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Cronaca

Ilva, il 10 febbraio in piazza operai e industriali

Da Fim, Fiom e Uilm appello alla partecipazione


Coinvolgere nella vicenda Ilva tutto il territorio jonico e stabilire un’interlocuzione tra le istituzioni – Regione Puglia e Governo – e chi sta sperimentando sulla propria pelle i disagi che una situazione così complessa comporta.

Sono le finalità della manifestazione indetta per domani, martedì10 febbraio, a Taranto da Cgil, Cisl e Uil, con Fiom, Fim e Uilm, per l’ambiente, le bonifiche e il lavoro. All’indomani della conversione in legge del nono Decreto, a poche ore dalla scadenza del bando per la vendita dello stabilimento siderurgico jonico, il quadro sui temi oggetto della manifestazione del 10 febbraio è oltremodo incerto.

Ieri le sigle sindacali, con la partecipazione di tutte le Federazioni di Categoria hanno incontrato, presso la sede della Cgil, in via Dionisio, la stampa, per chiarire le finalità dell’iniziativa del 10 febbraio.

“Vorremmo che quel giorno ci fosse una risposta importante da parte della comunità jonica – sottolinea Giancarlo Turi, Uil – perché siamo ad un punto cruciale dell’intera vicenda Ilva, la situazione si è complicata a livello nazionale e dopo mercoledì dovrà aprirsi un vero confronto con il Governo, che tenga conto dell’intero tessuto imprenditoriale tarantino. Perché l’Ilva non si esaurisce nei suoi impianti, ma coinvolge l’intera economia del territorio”.

Al tavolo dei relatori, con Giancarlo Turi, Giuseppe Massafra, Cgil e Antonio Castellucci della Cisl.

I rappresentanti sindacali hanno assicurato che lo sciopero e la manifestazione di mercoledì si svolgeranno in un clima pacifico, ma denso di contenuti. Si partirà alle 9 dal ponte S. Eligio, per attraversare la Città Vecchia, lungo la via Garibaldi, e raggiungere il borgo e la Prefettura, intorno alle 12.30. Al Prefetto i rappresentanti sindacali presenteranno la richiesta di un incontro con il Governo. Quel giorno gli operai Ilva incroceranno le braccia per quattro ore.

“Auspichiamo che la manifestazione possa travalicare le sigle sindacali, che si possa finalmente superare la cultura delle divisioni in favore della città – ha dichiarato Castellucci”.

Più volte, nel corso della conferenza stampa di ieri mattina, si è sottolineata la necessità di vedere interrotti gli interventi “tampone” da parte della politica e di avere accesso ad una fase di progettualità puntuale sull’intero sistema economico tarantino. “Che ci sia un programma, delle prospettive, non solo per i 15000 lavoratori Ilva e per gli operai dell’indotto, ma per l’intero capoluogo”.

Arrivano intanto le prime importanti adesioni istituzionali alla manifestazione del 10 febbraio: i comuni di S. Giorgio, Grottaglie e naturalmente Taranto, il comune di Novi Ligure e Confindustria.

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