Cronaca

Coca da Scampia, chieste condanne per 170 anni. I nomi

La requisitoria del pubblico ministero Alessio Coccioli


Fiumi di coca sull’asse Napoli-Taranto, chieste 27 condanne per oltre 170 anni nel processo Cerberus.

Ieri la requisitoria del pm della Dda di Lecce,dottor Alessio Coccioli il quale ha chiesto la condanna a 12 anni di reclusione per Salvatore D’Aprile, Rachele Borzacchelli, Donata Presicci e Massimo Palma, a 10 anni per Fabrizio Sciortino,  a 9 anni per Giuliano Presicci, a 7 anni per Ciro e Raffaella Cerbero e Maddalena Miraglia,  a 6 anni per Vincenzo Santo-vito, Nadia Amo, Adriano Perelli, Fabrizio Piraccini, Francesco Portacci, Daniele Presicci e Antonio Sannino, a 5 anni per Antonio Perrone, Raffaele Portacci e Francesco Presicci, a 4 anni per Michele D’Aprile, Giuseppe Di Pinto, Pietro Ferrucci, Massimo Montanari, Domenico Palombella, Vincenzo Presicci, Giuseppe Stripoli e Antonio Tamborrino. 

lI verdetto previsto per il  prossimo 10 giugno.  Processo, quindi,  su un traffico di cocaina pura da Napoli a Taranto.  Dal quartiere “Scampia” alla Salinella per poi essere smerciata anche a San Marzano di San Giuseppe, Lizzano e Pulsano. Il giro di cocaina,  più di quaranta chili solo tra il 2007 e il 2008, fece scattare 11 arresti della Squadra Mobile di Taranto nel dicembre del 2012.  Le indagini iniziate nel  2007 fecero finire in carcere, per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, un napoletano, ritenuto uno degli elementi di spicco. In cella finirono anche due fratelli tarantini. Altri cinque residenti nel capoluogo jonico, invece, ottennero i “domiciliari” . Le informazioni viaggiavano solo tramite sms. Le parti comunicavano attraverso un complicato codice criptico, nel quale ad ogni lettera corrispondeva  un numero. La droga veniva consegnata ai due fratelli tarantini. Da qui la fase dello smistamento tra i pusher per la vendita finale. Dal 2007 si contano almeno tre arresti di  “corrieri” trovati in possesso ogni volta di un chilo di cocaina allo stato puro.

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