Cronaca

Cozze, dalle analisi di maggio l’ultima speranza

TARANTO – Emergenza cozze ad un bivio. Sono giorni di attesa, ma vissuti al cardiopalma, per i mitilicoltori del primo seno di mar Piccolo. La loro richiesta continua ad essere quella di revocare l’ordinanza che, emanata la scorsa estate sulla scorta dell’allarme inquinamento, blocca il prodotto. Il tavolo tecnico riunito a Bari la scorsa settimana ha confermato il divieto alla vendita. Ma ora potrebbe aprirsi uno spiraglio per i produttori che, con in mano i risultati del monitoraggio condotto dalla Asl da agosto ad aprile che dicono che il novellame è conforme, quindi buono, chiedono che sia dato loro il via libera alla vendita.

Intanto, la categoria attraverso Confcooperative ha chiesto al prefetto di convocare un nuovo tavolo tecnico, questa volta da tenere a Taranto. In attesa di conoscere la data della convocazione, stamattina, in maniera spontanea, un gruppo di pescatori è tornato a manifestare sotto palazzo di città. “Perché ormai non ci bastano più le parole. Vogliamo certezze e impegni concreti”. La richiesta è quella di poter avere un colloquio con il sindaco. Non possiamo vivere di speranze, spiegano. Speranze che ora risiedono nelle analisi fatte a maggio. In tarda mattinata il sindaco Ippazio Stefàno ha incontrato i mitilicoltori che presidiavano Palazzo di Città. “Abbiamo avuto un colloquio con il sindaco – spiega Egidio D’Ippolito (a destra nella foto dello studio R. Ingenito) – nei prossimi giorni ci rivedremo in attesa di novità. Per domani, infatti, è previsto un tavolo di confronto tra Asl e Cnr. Per il Comune ci sarà anche il dirigente Michele Matichecchia. Vogliamo risposte certe. Per questo domani mattina alle 10.30 tutti i mitilicoltori si recheranno al Cnr”. La Asl si dice possibilista. A parlare il direttore del dipartimento di prevenzione – servizio veterinario – della Asl, il dr Teodoro Ripa: “Ci potrà essere un’apertura per quanto riguarda la possibilità di revocare l’ordinanza nel momento in cui avremo i risultati del prelievo effettuato il 21 maggio scorso”. I risultati l’Asl li attende a giorni. Devono arrivare dall’istituto zooprofilattico di Teramo. Ovviamente una possibile decisione diversa da quella assunta dal tavolo di venerdì scorso dipenderà dai livelli di diossine a pcb trovati nel prodotto del primo seno. “I risultati” prosegue il dr Ripa “potranno essere interessanti per aprire qualche maglia nell’ordinanza e venire incontro alle esigenze dei mitilicoltori. Al momento, però, non possiamo andare oltre. Parliamo di un prodotto che è quasi maturo. I risultati di questi giorni potrebbero dare indicazioni per far vedere in maniera più favorevole la decisione sulla commercializzazione del prodotto”. Fin qui la Asl. Sul fronte del trasferimento, il Comune ha affidato i lavori per l’installazione delle boe a mar Grande, di fronte al lungomare. Significa, spiegano i mitilicoltori, che il trasferimento potrà avvenire anche tra dieci giorni e a questo punto tra loro c’è chi preferirebbe andare subito al lungomare, piuttosto che affrontare il doppio trasferimento passando prima per San Vito, come proposto al tavolo di venerdì scorso. “A questo punto sarebbe il male minore” spiegano. In 23 le cooperative che aspettano il contributo messo a disposizione dal fondo europeo a favore delle aziende che hanno subito danni ambientali. Un milione e 200 mila euro in totale che i mitilicoltori attendono ormai da un mese e che permetterebbe loro di affrontare le eventuali spese del trasferimento con più tranquillità.

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