30 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Luglio 2021 alle 06:57:00

Cronaca

Una giovane donna sedotta e costretta a prostituirsi, in manette un 34enne

L'uomo è accusato di violenza sessuale, induzione e sfruttamento della prostituzione


Giovane donna originaria del nord sedotta e costretta a prostituirsi con annunci sul web.

I carabinieri della Stazione di Lizzano, in esecuzione di decreto di fermo emesso dalla Procura presso il Tribunale di Taranto, hanno fermato per violenza sessuale, induzione e sfruttamento della prostituzione con violenza e minaccia, un 34enne di Lizzano, Umberto B. già noto alle forze dell’ordine per reati contro la persona.

La sera dell’11 gennaio scorso i militari della caserma di Lizzano hanno ricevuto una denuncia di una donna poco più che trentenne originaria del nord Italia che si era trasferita a Lizzano con la falsa illusione di poter vivere una esistenza serena al fianco del 34enne, conosciuto attraverso un sito web d’incontri ma che, fin da subito, si era trasformato in uno sfruttatore. La donna ha riferito agli investigatori che, dall’ottobre del 2014, era costretta attraverso vessazioni psicologiche, minacce e costrizioni fisiche, ad intrattenere rapporti sessuali, dietro compenso, con altri uomini, che la contattavano telefonicamente su un numero di cellulare pubblicato su siti d’incontri.

I carabinieri, ricevuta la denuncia della donna, si sono immediatamente attivati e su disposizione dell’autorità giudiziaria tarantina, hanno subito trasferito la giovane donna in un luogo protetto, come previsto dalle leggi a tutela delle vittime di reati del genere. Le successive indagini condotte dai carabinieri della Stazione di Lizzano hanno consentito di riscontrare i fatti denunciati dalla vittima e il sostituto procuratore, dott.ssa Rosalba Lopalco, condividendo le risultanze investigative e tenuto conto del concreto pericolo di fuga dell’indagato, ha emesso un decreto di fermo che è stato eseguito dai militari dell’Arma nella serata di ieri. Il trentaquattrenne lizzanese al termine delle formalità di rito, su disposizione del pubblico ministero è stato trasferito nella casa circondariale di Taranto. Ora è a disposizione del giudice delle indagini preliminari per l’udienza di convalida del provvedimento restrittivo.

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