04 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 17:42:00

Cronaca

Soprintendenza, tutti in piazza

Doppia manifestazione: corteo in Città Vecchia e fiaccolata in centro


Taranto scende in piazza per salvare la Soprintendenza. Due cortei uniranno idealmente la città come mai avvenuto prima.

Questa mattina appuntamento in piazza Castello alle 10 per il corteo che percorrerà via Duomo e, quindi, la Città Vecchia, fino ad arrivare alla sede che ospita la Soprintendenza (chiostro San Domenico).

Alle 17, invece, da via Di Palma angolo via Duca degli Abruzzi, partirà una fiaccolata che si chiuderà in piazza della Vittoria con la lettura del manifesto da inviare ai vertici istituzionali, locali e nazionali, per dire “no” al trasferimento della storica sede della Soprintendenza. A sfilare saranno associazioni, movimenti, comitati e scuole. Due cortei, coordinati tra loro, per far sentire il grido di dolore di una città ferita dall’ennesimo “scippo”, dopo l’addio alla sede della Banca d’Italia ed i dubbi sulla permanenza nel capoluogo jonico della Corte d’Appello.

TarantoBuonasera, come già annunciato ieri, aderirà ad entrambe le manifestazioni. Proprio nei giorni scorsi l’appello del nostro giornale indirizzato a parlamentari, sindaco, presidente della Provincia e consiglieri “Datevi una mossa”.

Anche il Comitato per la Qualità della Vita aderisce alle iniziative e chiede al ministro Franceschini «l’immediata revisione del decreto prevedendo: l’istituzione a Taranto della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti, Paesaggio a Taranto; L’assegnazione del Chiostro di San Domenico alla istituenda Soprintendenza a Taranto e/o al Marta». Lunedì, invece, la consegna al prefetto del documento programmatico sottoscritto dalle associazioni.

Intanto il consigliere regionale Gianni Liviano ha depositato in Consiglio regionale un ordine del giorno con il quale chiede che il Governo, la Regione, il sindaco di Taranto e tutti gli organi competenti «si attivino affinché la Soprintendenza Archeologica resti a Taranto, per evitare un ulteriore danno alla nostra città, già gravemente colpita dalla forte crisi ambientale ed occupazionale».

Non mancano le voci fuori dal coro come quella del sindacato Libero Scrittori Italiani che in una nota si dichiara favorevole alla riforma dei Beni culturali sottolineando l’importanza dell’autonomia del Marta ed il falso problema della Soprintendenza da Taranto a Lecce. Il vicepresidente del sindacato, Pierfranco Bruni, in una lettera inviata al ministro, anticipa le tematiche che saranno affrontate in un convegno in programma il 12 febbraio a Roma.

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