21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 16:13:38

Cronaca

Sul “Sole” i successi del Porto

TARANTO – Il capoluogo ionico come snodo principale dei commerci europei: saremo la Rotterdam del Mediterraneo. La previsione trova largo spazio sul quotidiano economico per eccellenza, Il Sole 24Ore che alle prospettive di sviluppo dello scalo ionico dedica ampio risalto nell’edizione di ieri. “Taranto hub cinese in Europa” titola a sei colonne; “Taranto potrebbe diventare nell’arco di qualche anno nell’Europa del Sud quello che Rotterdam è nell’Europa del Nord: il grande snodo dei commerci europei”. Proprio con l’Olanda, con l’autorità portuale di Rotterdam, ad aprile Taranto ha sottoscritto un protocollo d’intesa per l’acquisizione di nuovi traffici.

Ma il momento della svolta sarà rappresentato dalla firma, attesa per i primi di giugno, presso la presidenza del Consiglio, di una accordo tra Authority, Hutchison e Comune per l’inizio dei lavori infrastrutturali necessari ad aprire le porte alle maxi unità da trasporto. Entro 24 mesi, secondo il presidente dell’autorità portuale ionica, Sergio Prete, dovrebbero essere completati i lavori di dragaggio dei fondali gli stessi che permetteranno l’attracco delle navi portacontainer. Sempre nell’arco dei due anni Taranto avrà una nuova banchina in grado di movimentare oltre quattro milioni di container all’anno. Guardando invece al presente, da subito – come riporta il “Sole” – Hutchison si impegna a non spostare più il traffico sul Pireo come aveva fatto negli ultimi tempi e a portare a Taranto almeno un milione di container all’anno. Aggiungici l’avvio dei cantieri per la realizzazione della piastra logistica (219 milioni per cinque anni di lavori) e il futuro diventa ancora più ambizioso. “Potrebbe essere la rinascita della città” si legge nell’approfondimento dedicato a “porti&logistica”. Sottoscriviamo, anche nella parte in cui Taranto viene vista come futuro punto di riferimento commerciale dell’Asia nel mediterraneo e come punto di leva per risollevare l’economia italiana. Una buona “iniezione di fiducia” che non può che far bene al territorio.

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