25 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2021 alle 21:56:23

Cronaca

Quattro ore di attesa al Pronto Soccorso

TARANTO – Gli estremi per inquadrare questa storia nei cosiddetti “casi di malasanità” ci sarebbero tutti. Attese infinite al Pronto Soccorso del Ss. Annunziata. E’ qual è la novità, direbbero i più? La novità, se di novità possiamo parlare, è che ad una anziana tarantina di 77 anni è stato concesso di essere visitata soltanto dopo quattro ore di attesa. A raccontare la storia è Mario Stante, consigliere comunale uscente del Mjl, che due giorni fa ha accompagnato sua madre nel reparto di pronto intervento del nosocomio tarantino. “Mia madre, a seguito di una caduta, ha riportato la frattura di un polso – spiega Stante.

Il problema è che la diagnosi è arrivata a distanza di quattro ore”. L’esponente del Movimento Jonico per la Legalità ha dunque accompagnato sua madre al Pronto Soccorso sperando in un tempestivo intervento dei medici. E invece? “Invece siamo stati costretti ad un’attesa infinita. Eppure quel pronto soccorso è stato appena ristrutturato. Mia madre è stata visitata dopo quattro ore. E’ assurdo – rimarca Stante – questa situazione di protrae da anni e nessuno fa nulla per porre rimedio ai disagi causati ai pazienti che sono costretti a fare anticamera per ore prima di essere visitati dai medici”. Ovviamente, chi arriva al Pronto Soccorso deve fare i conti con il cosiddetto “metodo triage”. In pratica l’accesso alle cure non avviene sulla base dell’ordine d’arrivo ma sulla priorità delle condizioni dei pazienti. Il grado di urgenza di ogni paziente è rappresentato da un “codice colore” assegnato all’arrivo, dopo una prima valutazione da parte di un infermiere. Ma quattro ore d’attesa sono oggettivamente troppe anche considerando il “triage”. “L’unica cosa che fanno è misurare la pressione. C’è una infermiera che prende i dati ed assegna un codice colore prima di portarti in una sala d’attesa. Mia madre – continua Stante – aveva una frattura riscontrata e visibile agli occhi ed ha dovuto attendere 4 ore da sola, senza il conforto dei familiari. Per assurdo sarebbe più conveniente chiamare il 118 e farsi trasportare in ospedale. A mio avviso – chiosa Stante – basterebbe un medico all’esterno del pronto soccorso per fare una valutazione dei casi, valutando se c’è bisogno di fare esami o di trasferire il paziente in reparto”.

Fabio Mancini

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