Cronaca

Scippo della Soprintendenza, tutti in piazza

Sabato decine di associazioni in piazza Castello per un corteo di protesta


Dopo le critiche alla scelta del Governo Renzi di spostare la Soprintendenza ai Beni Archeologici da Taranto a Lecce, confluite nell’acceso consiglio comunale di ieri, parte la mobilitazione. Sabato prossimo è previsto un raduno in piazza Castello alle 10, per dare vita ad un corteo verso l’ex Chiostro di San Domenico, che negli ultimi anni ha ospitato la Soprintendenza Archeologica della Puglia.

Una sessantina di gruppi e associazioni marceranno dietro lo striscione simbolo della protesta “Giù le mani dalla Soprintendenza di Taranto”.

Già ieri mattina i ragazzi del movimento studentesco avevano mostrato quello stesso slogan facendo scivolare quelle parole su Piazza Castello dal balcone dell’aula consiliare, al secondo piano di Palazzo di Città. La lettera indirizzata al Ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini, unisce circa sessanta associazioni, gruppi facebook e blog, ma l’elenco dei firmatari potrebbe crescere ancora. Il Provvedimento del Ministero prevede l’accorpamento di soprintendenze e la loro ubicazione a Bari Lecce e Foggia, la soppressione della Soprintendenza Archeologica della Puglia, l’assegnazione dell’ex Chiostro di San Domenico al Polo Museale Regionale di Bari e l’autonomia speciale del MarTa, che diventerebbe dunque completamente indipendente.

“Non si comprendono le ragioni dal punto di vista geografico di questa decisione – si legge nella lettera al Ministro – in quanto Taranto è baricentrica nella regione, oltre ad essere sede di importantissime funzioni statali e produttive. Non si comprendono quelle legate ad una razionalizzazione delle attività degli uffici, atteso il peso rilevante che la Soprintendenza con sede a Taranto ha nel contesto di un accorpamento con altri uffici periferici della ex Soprintendenza ai Beni Artistici, Architettonici e Paesag-gisti-ci. L’appello che viene rivolto a Franceschini ripercorre la storia di Taranto e ricorda al Ministro come “buona parte dell’archeologia italiana parli tarantino”. Insomma la Soprintendenza, affermano con forza le associazioni che hanno firmato il documento, è fondamentale nel capoluogo jonico, per garantire continuità ad una ricerca scientifica dalla quale non si può prescindere.

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