05 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2020 alle 22:06:49

Cronaca

Analisi in ritardo. Da lunedì scatta il presidio al Testa


TARANTO – Le analisi sulle cozze non arriveranno prima di lunedì. E scatta il presidio dei mitilicoltori. Un gruppo di loro già stamattina si è fiondato all’ospedale Testa in cerca di notizie, decidendo di tornare sul posto da lunedì mattina alle 9, finché non verrà comunicato loro il verdetto. Ma ad oggi c’è assoluta incertezza sulla possibilità che i risultati delle analisi possano ribaltare la situazione registrata l’anno scorso nel primo seno di mar Piccolo. Almeno è quanto si desume dalle dichiarazioni del direttore del dipartimento di prevenzione (servizio veterinario) della Asl. “Purtroppo non abbiamo ancora i risultati” risponde stamattina al telefono il dr Teodoro Ripa “dall’istituto zooprofilattico di Teramo ci hanno risposto che stanno approfondendo.

Le analisi saranno probabilmente pronte entro stasera, ma per via del ponte festivo, slitterà ritengo tutto a lunedì”. Le analisi attese sono quelle che si riferiscono ai prelievi effettuati in mar Piccolo dal 21 a l 24 maggio scorsi. Mentre sono partiti stamattina alla volta di Teramo i campioni prelevati ieri dalla Asl. “Credo che mantenere l’ordinanza (quella che vieta la vendita del prodotto del primo seno) sia stato un saggio provvedimento. Poi vedremo” è il commento, tutto da interpretare, del dirigente della Asl che però assicura “da Teramo non si sbilanciano”. “Ma è per via della stessa fisiologia della cozza che più cresce più assorbe sostanze, comprese quelle inquinanti, che ci si può aspettare un aumento degli inquinanti con la maturazione”. Per i mitilicoltori sarebbe (condizionale d’obbligo) rivivere lo stesso incubo di quest’ultimo anno. A luglio i livelli di pcb e diossine oltre il limite consentito fecero scattare la famosa ordinanza della Asl che vieta la movimentazione e la commercializzazione del prodotto del primo seno. Tonnellate di cozze sono finite nell’inceneritore. Mentre per il novellame è scattato da agosto ed è tuttora in corso il monitoraggio. Fino ad aprile le analisi hanno detto che il prodotto è “conforme”. E nei pescatori tarantini si è accesa la speranza che la conferma del trend (con valori ben al di sotto del 6,5 consentito) possa far revocare l’ordinanza che blocca la vendita. Del resto se lo sono sentito dire anche durante le riunioni che se i risultati di maggio saranno in linea con i precedenti verrà dato il via libera. Ma c’è un grosso “se” che separa dal traguardo agognato: “Noi ce lo auguriamo” continua Ripa “ma bisogna considerare che rispetto alla scorsa estate non è cambiata la tipologia del luogo (non ci sono stati cioè interventi di bonifica, ndr), per cui è la stessa fisiologia del mitile a far nascere il sospetto che si possa ripresentare la situazione dell’anno scorso”. Che sia più di un sospetto? Saranno le analisi a chiarirlo. Nel frattempo i mitlicoltori stamattina si sono diretti all’ospedale Testa, in cerca di notizie. Un gruppo di circa quindici operatori che lunedì si moltiplicherà. Per loro parla Egidio D’Ippolito: “Noi dobbiamo bruciare le tappe. Stiamo registrando una serie di richieste positivo: ci stanno arrivando ordinazioni anche dall’estero segno che è tempo di toglierci questa spada di Damocle. Da lunedì mattina saremo ad oltranza al Testa chiederemo che si chiami Teramo in nostra presenza”.

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