21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 07:06:02

Cronaca

Il grido degli operai Ilva arriva a Palazzo di Città

Presidio e protesta: il futuro preoccupa


Un malessere forte. Che cova sotto la cenere, e potrebbe esplodere. E’ quello delle tute blu dell’Ilva: le segreterie di Fim, Fiom e Uilm di Taranto e una delegazione di operai del Siderurgico hanno organizzato un presidio sotto Palazzo di Città e, poi,  “occupato” l’aula consiliare.

La decisione, a quanto si è appreso, è stata assunta per chiedere alle istituzioni locali di farsi portavoce delle preoccupazioni dei lavoratori per la situazione di incertezza legata alle vicende del Siderurgico alla luce del decreto che accelera la vendita delle aziende del gruppo Ilva e posticipa i termini per il completamento delle prescrizioni Aia.

Una sorta di consiglio di fabbrica in municipio, per far sentire la propria voce ed esprimere anche ‘visivamente’ il disagio di chi teme per il proprio futuro. Tutto da scrivere, come del resto quello della Grande Fabbrica che resta ancora in mezzo al guado.

Parallelamente, fa sentire la propria voce il variegato mondo ambientalista.

“Gli aiuti di Stato sono vietati dal Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea (Tfue) per evitare che venga falsata la concorrenza e che si manifesti il rischio di falsare la concorrenza. L’Italia ha firmato il Tfue e se il governo italiano lo dovesse violare aiutando l’Ilva non può contestarlo proprio ora”. Lo ha sottolineato il presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti, ricordando la proposta dell’Ue di aprire un’inchiesta sugli aiuti pubblici destinati all’Ilva. “Domani – ha aggiunto – la commissaria per la concorrenza, Margrethe Vestager, illustrerà alla Commissione Europea i motivi alla base dell’iniziativa nel quadro della disciplina Ue che vieta gli aiuti di Stato alla siderurgia e alla luce dell’importanza del settore. Successivamente Bruxelles dovrebbe rendere pubblica la decisione di avviare l’inchiesta”.
 

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