18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca

Di Palma: “Ora basta liti”


TARANTO – Imprese in difficoltà, così come l’occupazione (che si attesta sul 50% di non occupati), 11.700 lavoratori in cassa integrazione, Pil in calo e sempre meno prospettive per i giovani e le aziende. L’agenda Taranto non permette ulteriori passi falsi sulla via della ripresa, il rischio più immediato è quello di incancrenire uno status già critico. Quale seconda parte dell’anno abbiamo davanti? Lo abbiamo chiesto al Direttore della Bcc San Marzano di San Giuseppe, Emanuele di Palma. “Abbiamo una seconda parte d’anno nella quale occorrerà tutto l’impegno possibile, da parte della classe dirigente, per invertire la rotta. Ci attende una fase difficile che va compresa a fondo e quindi governata, con prudenza e decisione”.

Quale, a suo modo di vedere, la soluzione? “Taranto, come l’Italia, ha bisogno di rimettere in moto l’economia reale e nel contempo trovare una maggiore serenità tra le forze politiche, sociali ed economiche in campo. Occorrerà studiare una linea d’azione comune da percorrere senza incertezze. Non è il momento delle divisioni, ma quello dell’azione sui pochi punti condivisi che diano una prospettiva di sviluppo”. Ma per arrivare a ciò? “Penso che non sia più il tempo dei tavoli di concertazione infinita sui massimi sistemi. Il protagonismo dei singoli, la contrapposizione tra questa e quella categoria porta solo all’immobilismo. Dal muro contro muro non nasce nulla. Credo fermamente che bisognerà concentrarsi su poche azioni concrete che ridiano fiducia nella classe dirigente e nella sua capacità di risolvere i problemi della collettività”. Come vede il futuro? “Il futuro, così come tutto il resto, dipende da noi. E questo potrebbe essere un bene, ma anche la fine di tutti gli alibi. Il futuro è la tecnologia, la ricerca, l’università, lo spazio virtuale, le relazioni senza confini, i beni culturali e paesaggistici Se capiremo che bisogna lavorare in questa direzione, potremo avviare un programma di crescita”. Si spieghi meglio. “Le faccio un esempio del mio settore: le banche si stanno attrezzando per diventare sempre più on-line e sempre meno fisiche, senza per questo perdere – grazie al capitale umano – il contatto con i territori d’appartenenza. Lo ha detto anche il Governatore Visco qualche giorno fa nelle note di Banca d’Italia. Il confronto si sposta su un altro terreno, chi non sarà adeguato sarà condannato a scomparire dal mercato. La crisi, la globalizzazione, la concorrenza, sono elementi che devono indurre una profonda riflessione e riconversione degli schemi. Sbagliare oggi degli investimenti, può condannare definitivamente un’azienda”. Dunque, meno spazi fisici e più relazioni? “Esatto, la ripresa passa dalle relazioni, con le comunità e dalla conoscenza dei problemi, ma soprattutto dalla chiarezza dei ruoli: “chi-deve-fare-che-cosa”. In tempi normali non ci sarebbe spazio per gli improvvisatori e oggi (che non è un tempo normale) quest’esigenza è avvertita maggiormente. Ruoli chiari, professionalità competenti e meriti certificati. Solo così si possono approntare idonee soluzioni”.

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