21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 20:01:12

Cronaca

La Asl: le cozze sono inquinate


TARANTO – L’esito è di quelli amari. Difficile da mandar giù per i mitilicoltori del primo seno di mar Piccolo che stamattina sono stati protagonisti di un pellegrinaggio per conoscere il loro destino. Il mistero sembra svelarsi dopo una mattinata di telefoni che non prendono e istituzioni che non rilasciano comunicazioni ufficiali alla categoria in trepidante attesa. Dalla Asl trapela: “abbiamo i risultati da Teramo. Non sono favorevoli. Ma abbiamo trasmesso tutto al comune. I risultati sono quelli relativi ai prelievi fatti il 21 maggio nel primo seno di mar Piccolo: dicono che le cozze hanno sforato il limite normativo dei 6,5 picogrammi sia per quanto riguarda le diossine che per i pcb”.

Quindi resta in vigore l’ordinanza che vieta la commercializzazione delle cozze del primo seno di mar Piccolo. Esclusivamente di quelle allevate nel primo seno, va precisato, visto che per le altre cozze, pure monitorate, i risultati – e non solo quelli – dicono che sono di ottima qualità. I mitilicoltori intanto, in una ventina, stamattina hanno fatto la prima tappa all’ospedale Testa dove è stato detto loro di raggiungere palazzo di città – riferiscono – per conoscere dalla voce del sindaco le notizie ufficiali. Notizie ufficiali che quando mancano dieci minuti all’una e mezza ancora non arrivano. I mitilicoltori sono lì, irremovibili: “Ci stiamo arrostendo al sole, ma di qui non ci muoviamo. Noi abbiamo diritto di essere informati, loro hanno il dovere di darci delle spiegazioni e chiarirci come stanno davvero le cose” le dichiarazioni di Egidio D’Ippolito incredulo quando gli si dice delle informazioni arrivate dalla Asl. “Aspettiamo comunicazioni ufficiali, attendiamo con trepidazione l’arrivo del sindaco da Bari”. E a Bari Stefàno stamattina era proprio per discutere del problema che da un anno a questa parte minaccia la mitilicoltura tarantina. Di bonifiche si è parlato soprattutto con l’assessore all’Ambiente, non sapendo gli esiti delle tanto attese analisi. Contattato telefonicamente Stefàno trasale quando gli si dice dei risultati arrivati da Teramo e rimbalzati nel capoluogo ionico: “E’ sconvolgente, una tragedia annunciata” il commento del primo cittadino alla notizia. “Al Comune non sono arrivate comunicazioni. Né tramite fax, né tramite email. E’ ovvio che dobbiamo pensare anche al peggio, ed essere preparati” spiega. “Noi ci siamo attivati” prosegue il primo cittadino “scrivendo alla Regione ed al governo nazionale e mettendo in evidenza che il vero problema è quello delle bonifiche ambientali. Compresa quella del mar Piccolo, ovviamente. Un comparto economico importante per Taranto, come è quello della mitilicoltura, non può vivere con questo patema” la sua risposta. Ma la risposta, quella più attesa, è quella che non tarderà ad arrivare da parte dei mitilicoltori del primo seno, che dopo un anno di tribolazioni ora si ritrovano sul patibolo. Le indiscrezioni sull’esito dei controlli per loro suonano ancora più beffarde: l’estate scorsa l’esplosione del caso delle cozze al veleno, con tonnellate di mitili finite al macero, incenerite. Quindi il monitoraggio: da agosto ad aprile il novellame del primo seno è sempre risultato “conforme” cioè buono. Un fatto che ha acceso la speranza nei mitilicoltori che non a caso chiedevano di dare il via libera alla vendita di un prodotto che risultava buono. Oggi, con la maturazione, la doccia fredda. A questo punto non avrebbe senso neanche il passaggio intermedio (in mar Grande entro il 30 giugno) suggerito dal tavolo tecnico riunito nelle scorse settimane a Bari.

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