22 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 07:26:25

Cronaca

Fotocopie d’oro, scatta un esposto: «10 euro per una fotocopia»

L’esposto dell’avvocato Condemi e del consigliere comunale Renna


L’accusa è di quelle pesanti: fotocopie che dovrebbero costare appena dieci centesimi verrebbero fatte pagare la bellezza di dieci euro. Lo affermano l’avvocato Aldo Condemi e il consigliere comunale Aldo Renna, testimoni diretti della vicenda e autori di un esposto inviato al sindaco Ippazio Stefàno e al segretario generale del Comune. Il caso è quello delle copie dei documenti di infortunistica stradale rilasciate dalla Polizia Locale.

Condemi e Renna ricordano che la legge 241/90 prevede che il costo delle copie «debba corrispondere, salvo particolare laboriosità della ricerca, al solo rimborso delle spese di riproduzione». E la giunta comunale, con delibera del 23 luglio 2007,  ha stabilito che «“il rilascio delle copie dei documenti è subordinato solo al rimborso dei costi di riproduzione,”  fissando, per la specifica ipotesi in esame, tale costo in 0,10 euro».

Invece accadrebbe un fatto piuttosto anomalo: al momento della richiesta di copia degli atti, l’ufficio «esige e incamera 10 euro in contanti, e non con marche rappresentative di diritti comunali nè tantomento con ricevute di versamento sul conto corrente postale» intestato  al Comune di Taranto.

«Al momento dell’incasso – è scritto nell’esposto – l’operatore rilascia copia di un documento dal quale risulta l’oggetto della richiesta, l’indicazione dell’importo delle spese, pari a 2,50 euro (invece che 0,10 come da delibera) e con a fianco scritto, di suo pugno, “10,00” significativamente non preceduto dal simbolo dell’euro». E in proposito i due firmatari dell’esposto ricordano che esiste «il divieto assoluto per i dipendenti pubblici di esigere denaro liquido» per l’espletamento delle attività amministrative. Ci troveremmo quindi di fronte ad una serie di anomalie che l’avvocato Condemi e il consigliere Renna addebitano al comandante Michele Matichecchia: «Senza porre in alcun dubbio (non compete a noi) l’onestà di chiunque, oggni responsabilità, almeno per principio giuridico, è addebitabile unicamente a lui nella sua qualità, con esclusione dei vari addetti all’Ufficio da ritenere obbligati esecutori di ordini». L’esposto si conclude con la richiesta di avviare azione disciplinare nei confronti del comandante e di allontanarlo dalle funzioni dirigenziali del settore nel corso dell’eventuale procedimento disciplinare a suo carico».

Un caso che farà discutere.

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