Cronaca

«Stop gelosie, pensiamo a Taranto»

Il presidente Luigi Sportelli ha presentato il nuovo consiglio della Camera di Commercio

Luigi Sportelli
Luigi Sportelli

«Accantonare gelosie e personalismi e pensare alla Taranto del futuro». Luigi  Sportelli ha voglia di voltare pagina, dopo le acredini e gli strascichi giudiziari che hanno segnato gli anni più recenti della Camera di Commercio.

Il rieletto presidente stamattina ha voluto presentare il nuovo consiglio camerale e lo ha fatto nello spirito che il momento storico della città richiede: disponibilità alla collaborazione ed esigenza di ribadire il ruolo primario dell’ente camerale: «Questo non è un centro di potere, ma di servizi alle imprese. Confido nella possibilità di costruire una squadra motivata, perché da soli non si va da nessuna parte».

Non sono passate inosservate, tuttavia, alcune assenze di rilievo, come quella di Leonardo Giangrande, presidente della Confcommercio, da tempo in rotta di collisione con Sportelli. Proprio la Confcommercio aveva espresso dubbi sulla legittimità del nuovo consiglio camerale, pur auspicando di avviare con esso un «percorso di collaborazione». Staremo a vedere.

L’indirizzo che il presidente Sportelli ha voluto imprimere è quello del «guardare oltre» e costruire una Taranto che non sia perennemente afflitta dalla vertenza Ilva e che lavori invece per «uscire dalle lagnanze quotidiane».

Qualche esempio: l’ammissione del Consorzio Ionian Shipping nel novero delle società che hanno manifestato interesse a rilevare il centro siderurgico. Una iniziativa che ha riscosso il plauso del presidente di Confindustria, Vincenzo Cesareo: «Vorremmo che si guardasse con favore a queste realtà locali». E intanto lo stesso presidente degli industriali ha ribadito la sua proposta: «Trasformare i crediti dell’indotto in equity di quella che sarà la nuova Ilva».

Significativi, sempre sul piano della concretezza operativa, i dati forniti dal presidente di Interfidi, Michele Dioguardi: «Abbiamo offerto  alle imprese garanzie per 18 milioni di euro e abbiamo intercettato risorse della Regione sia attraverso misure ordinarie che straordinarie».

Una lacuna, però, il nuovo consiglio se la porterà dietro per tutto il mandato: l’assenza di rappresentanti del mondo portuale. Grave, se si considera che il porto continua ad essere indicato come il perno più solido intorno al quale far ruotare le strategie di sviluppo future della città: «Purtroppo – ha chiarito Sportelli – si è trattato di un fatto meramente tecnico: le attività portuali non hanno raggiunto la soglia di accesso al consiglio e  ne sono rimaste escluse. Nessuna volontà di farne a meno, anzi ricordo che proprio io sono stato il promotore del distretto della logistica pugliese».

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