18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 12:17:53

Cronaca

I malati scrivono a Scattaglia: “Non lasciateci soli”


TARANTO – Che fosse una vertenza delicata, con in ballo non solo il lavoro, ma anche il bisogno di assistenza e conforto di chi deve affrontare il male più temuto era già evidente. Ma sono le parole di chi, dal primo giugno, ha visto sottrarsi anche un servizio importante nel cammino verso la lotta al tumore a far riflettere. Parole vergate su lettere improvvisate, consegnate dai malati tarantini nel corso della due giorni di sit-in che ha visto protagonisti gli operatori del servizio di assistenza e trasporto dei malati oncologici che oggi hanno perso il lavoro.

I lavoratori stamattina sono tornati in presidio, questa volta sotto la sede della Asl di viale Virgilio in attesa che, nel pomeriggio, si riunisca la task force per il lavoro in quel di Bari. Una riunione dalla quale dovrebbe scaturire il verdetto: “Abbiamo chiesto che oggi ci sia detto un sì o un no al proseguimento del servizio” dichiara il segretario della Fp Cgil Mino Bellanova che stamattina ha portato avanti un’altra missione: consegnare al direttore Scattaglia le lettere spontanee di alcuni malati e le settemila firme raccolte durante i presidi davanti ai distretti sanitari di Taranto e di alcuni comuni della provincia. Due i testi che racchiudono le richieste di aiuto. Uno, quello che proponiamo, è la testimonianza di una donna residente a Ginosa, operata di tumore al seno. L’altra lettera è sottoscritta da ottanta pazienti. “Chiedo che il servizio oncologico non venga sospeso” si legge nella lettera a Scattaglia “perchè oltre a me ci sono tantissime persone che hanno bisogno di questo servizio. Ho bisogno di curarmi e se non c’è nessuno che può aiutarmi a farlo, non so come farò… Sono vedova da dieci anni e non ho parenti che mi stanno vicino”. Operata per due volte di cancro al seno, la signora aggiunge: “per me non è facile, ho bisogno di tutto. Le chiedo per cortesia di aiutare me e tutte le altre persone che ne hanno bisogno, perchè sono tanti”. Le ultime righe della lettera sono dedicate a loro, agli operatori socio sanitari: “Gli assistenti che ci accompagnano in questa “avventura”, chiamiamola così, sono delle persone così care, affabili, rispettose, sempre con il sorriso, ci fanno sentire come persone di famiglia”. Parole che arrivano dritte al cuore in una giornata clou per la vertenza. Alle 16,30 si riunisce il tavolo barese: “Su 77 lavoratori, ne restano a casa 67” riepiloga Bellanova “perchè dalla graduatoria stilata dalla Asl per gli operatori sanitari ne sono stati chiamati solo una decina (abilitati alla broncoaspirazione). La vertenza quindi resta ancora tutta in piedi”. E se la politica tace, come ha denunciato lo stesso sindacalista, i segnali arrivano da cittadini (in settemila hanno sottoscritto la petizione) e dai malati. “Chiediamo che si dica un sì o un no, che Comune e Provincia ci dicano quali sono le loro intenzioni. I lavoratori sono anche disposti a mettersi in gioco, autorganizzandosi per portare avanti loro il servizio”.

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