21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 19:54:00

Cronaca

Ilva, compratori in “rosso”

L’Espresso: conti in negativo per Mittal e Marcegaglia


Signori in “rosso”. C’è un ostacolo – in realtà più di uno – sulla strada della vendita dell’Ilva, il cui percorso è destinato a perfezionarsi entro il 30 giugno. Tanto i possibili componenti della cordata italiana per la quale lavora il Governo, tanto il cosiddetto “papa straniero” come potrebbe essere ArcelorMittal, hanno i conti in rosso. Lo rileva il settimanale L’Espresso, in una analisi del difficile momento vissuto dal Siderurgico

Incominciando dal gigante franco-indiano, Arcelor nel 2015 ha visto il giro d’affari crollare a 63,5 miliardi di dollari, dai 79,2 del 2014, mentre le perdite sono salite da uno a quasi otto miliardi di dollari. Molto elevati i debiti, che al netto della liquidità presente in cassa ammontano a 15,7 miliardi di dollari.

“Tensioni in parte analoghe denunciano anche i dati di Marcegaglia e Arvedi, fermi all’anno 2014, ultimo bilancio disponibile” si legge sul magazine del gruppo De Benedetti. “Il gruppo mantovano, guidato dai fratelli Antonio e Emma Marcegaglia, nel 2014 ha perso 36,5 milioni di euro, mentre Arvedi è riuscito a chiudere l’anno in positivo, con un utile netto di 15,8 milioni. Entrambi i gruppi, però, presentavano livelli di indebitamento piuttosto elevati: 1,5 miliardi di euro per Marcegaglia, che lo scorso anno ha effettuato un piano di ristrutturazione dividendo le attività in diversi settori operativi, 801 milioni per Arvedi”. Numeri preoccupanti, anche se a Palazzo Chigi il vero asso che si punta a calare sul tavolo ha il nome di Cassa Depositi e Prestiti. Insomma, il vero braccio finanziario dell’Ilva renziana saranno i soldi dei libretti postali degli italiani.

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