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23 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Maggio 2022 alle 22:57:00

Cronaca

Nuova mala, 12 condanne. Tutti i nomi

Vent’anni per Nicola De Vitis e sedici per Orlando D’Oronzo. Nove assoluzioni


Processo Alias, dodici condanne e nove assoluzioni.

La decisione del gup del tribunale di Lecce, dottor Vincenzo Brancato, che ha giudicato gli imputati con il rito abbreviato. Condannati i due boss della nuova mala, Orlando D’Oronzo a 16 anni (la richiesta era di 24 anni) difeso dagli avvocati Armando Veneto e Ladislao Massari e Nicola De Vitis, condannato a 20 anni (la richiesta era di 30 anni) difeso dagli avvocati Salvatore Maggio e Luigi Esposito. Sentenza di condanna anche per Gaetano Diodato a 10 anni (la richiesta era di 12 anni) difeso dagli avvocati Luigi Esposito e Angelo Casa; Gaetano Ricciardi a 7 anni (la richiesta era di 16 anni) difeso dall’avvocato Luigi Esposito; Giuseppe Zacometti condannato a 8 anni e mezzo (la richiesta era di 13 anni) e Giovanni Peluso condannato a 6 anni (la richiesta era di 8 anni), entrambi difesi dall’avvocato Maurizio Besio. Condannati anche Cosimo Buzzacchino a 3 anni, Francesco Lattarulo a 8 anni, Fabio Marcucci a 6 anni, Fabio Murianni a 8 anni, Michele Natale a 8 anni e 8 mesi, Roberto Ruggieri a 8 anni.

Verdetto di assoluzione, invece, per Pasquale Giannotta e Andrea Di Carlo, difesi dall’avvocato Luigi Danucci, Luca Borgia, assistito dall’avvocato Angelo Masini, Carmine Eramo, Cosimo Appeso e Salvatore Scarcia, difesi dall’avvocato Salvatore Maggio, Angelo Pizzileo, Manuel e Sandro Soru. Il giudice Brancato ha inoltre riconosciuto Nicola De Vitis come il mandante dell’omicidio di Antonio Santagato. Il blitz “Alias” è scattato al termine di una lunga attività investigativa condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Taranto, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia. Nel mirino boss tornati in libertà, elementi di spicco della mala storica che si sono attivati per il controllo del territorio. Secondo l’accusa i boss De Vitis e D’Oronzo avrebbero gestito le attività illecite del clan.

E grazie alle intercettazioni telefoniche gli investigatori della questura hanno individuato luogotenenti e “soldati” della organizzazione criminale.

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