04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 20:35:00

Cronaca

Mobbing e violenza sessuale. Scagionato ex dirigente Ilva


TARANTO – Ha dovuto attendere tredici anni per ottenere la definitiva assoluzione da reati infamanti come mobbing, estorsione e violenza sessuale. Lui in realtà raccontò subito di essere innocente. E cominciò proprio il giorno in cui venne arrestato e messo ai domiciliari. Non venne creduto, però, oggi alla fine di un lunghissimo calvario giudiziario è arrivata la sentenza di assoluzione. I guai per Clemente Vac-caro, ex dirigente dell’ufficio contabile dell’Ilva, cominciarono con la denuncia di due dipendenti. Due donne che lo accusarono di maltrattamenti sul posto di lavoro, ma anche di abusi sessuali. Molestie che l’uomo era accusato di aver attuato proprio approfittando del suo ruolo.

Per lui scattarono i domiciliari. E a quel punto lo stesso Vaccaro si dimise dall’Ilva e da allora ha interrotto la sua carriera nel colosso dell’acciaio. Nel 2005 l’imputato, che è stato assistito in tutta la vicenda dagli avvocati Raffaele Errico ed Elisa Pugliese, ottenne una prima vittoria. In abbreviato caddero le accuse di estorsione e violenza, ma venne condannato a sei mesi con il beneficio della sospensione della pena per maltrattamenti. Quel verdetto venne confermato in Appello ma non dalla Cassazione. Gli ermellini, infatti, accogliendo il ricorso dei difensori di Vaccaro, annullò con rinvio la condanna. Ieri sera il capitolo conclusivo. La Corte di Appello di Lecce, nonostante la possibilità di dichiarare prescritta l’imputazione a carico di Vaccaro, alla luce delle argomentazioni prospettate dalla difesa, ha scelto di assolvere con formula piena l’imputato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche