24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Cronaca

Confartigianato: «Strangolati dalle bollette killer»

La denuncia: «Imprese costrette a chiudere per i conguagli»


Le bollette elettriche strangolano le imprese tarantine.

E questo perchè si va avanti con i conguagli e non con gli importi agganciati ai copnsumi reali. L’allarme viene lanciato dal segreetario provinciale della Confartigianato, Fabio Paolillo. Il fenomeno è nazionale, ma a Taranto le conseguenze si fanno sentire in modo più grave. «Circa un quarto delle bollette di energia elettrica delle piccole imprese in Italia – scrive Paolillo – non fanno riferimento al reale consumo effettuato. E’ una brutta storia che va avanti da molti anni che non tende a cambiare. Studi effettuati dalle nostre confederazioni nazionali dimostrano che una bolletta su cinque fa riferimento ad un conguaglio che, sembra assurdo ma è vero, molto spesso può riguardare anche consumi di anni precedenti, fino a 5 di anni per la precisione, visto che la legge consente agli operatori elettrici cinque anni di tempo per chiudere la “complicatissima ed incomprensibilissima” procedura di contabilizzazione. Quindi si evince che si continua a far ricorso in dose massicce al consumo stimato».

«Tutta questa baraonda – incalza Paolillo – continua a mettere in gravi difficoltà i nostri imprenditori, costretti a fare ogni possibile scongiuro di sorta appena si presenta il postino con la bolletta. A Taranto, ad esempio, sono diversi i casi di difficoltà sopraggiunti ad imprese alcune delle quali sono state poi costrette persino a chiudere. Si purtroppo è così. Basta rivolgersi ai punti di consulenza delle società fornitrici per constatare, spesso in questo periodo, la fila di cittadini ed imprenditori per la verifica della classica “botta conguaglio”». «Per la precisione – spiega il segretario della Confartigianato – va detto che la differenza tra consumi reali e bolletta è più significativo quando l’azienda non ha sottoscritto un contratto con un operatore integrato, vale a dire distributore e venditore dell’energia insieme.

Nel mercato regolato, in cui il soggetto che fornisce l’elettricità è lo stesso distributore, la quota di bollette emesse sui consumi è oltre l’ottanta per cento. Questa incertezza deve finire. Siamo nel 2016 e la tecnologia è ampiamente in grado di soddisfare la risoluzione del problema. Allora perchè si continua con la pratica dei conguagli e delle stime? C’è una risposta plausibile? C’è da “dubitare” anche in questo caso? La bolletta del conguaglio, poi, è ancora più incomprensibile e quindi spesso e volentieri ci si arrende a pagarla senza capire, quando ci sono i soldi però! I problemi seri sopravvengono quando ci si trova davanti a cifre di conguaglio sorprendentemente fuori dalla media e quindi assolutamente non prevedibili. Se non paghi o ottieni una rateizzazione adeguata, nel giro di 40 giorni dalla data di scadenza della bolletta si precipitano a staccare il contatore ed allora addio corrente elettrica ed addio impresa».

«E se poi aggiungiamo – dice ancora Paolillo – che la bolletta elettrica pagata dalle imprese italiane è sempre più salata mediamente del 30% rispetto a quella degli altri paesi europei e costa alle Pmi circa 10 miliardi di euro l’anno il gioco è fatto. Ed è un gioco che purtroppo fa molto male per la nostra economia. L’invito che facciamo al legislatore ed all’autorità dell’energia è quello che di eliminare quanto prima questa antipatica prassi del consumo stimato/conguaglio, di rendere davvero leggibili e comprensibili i contenuti delle bollette e di facilitare maggiormente le rateizzazioni di quelle “bollette che fanno diventar matti” la gente».

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