Cronaca

Francesca Franzoso: “Dobbiamo puntare sul porto”

Intervista alla consigliera regionale di Forza Italia


E’ una delle pochissime donne in consiglio regionale, eletta con Forza Italia nel momento forse più difficile del partito di Berlusconi.

Si chiama Francesca Franzoso, figlia d’arte, dal papà Pietro ha ereditato la passione e la determinazione. Pupilla di Gino Vitali, non dispiace neppure ad Emiliano, con il quale ha instaurato un rapporto critico ma costruttivo.

Anche se il giudizio complessivo su questi primi mesi di governo e’ negativo. Franzoso, il consiglio è vicino al primo giro di boa. Emiliano e la sua giunta sono al lavoro quasi da un anno.

Qual è il bilancio a suo parere?
Deludente. Per la Puglia e per Taranto in particolare. Siamo in un momento di grande difficoltà. Una condizione che, nella nostra città, ha effetti moltiplicatori dirompenti di natura economica e anche sociale. E il governo regionale non sta facendo granché per invertire la rotta e rilanciare la locomotiva dello sviluppo, anzi.

A cosa si riferisce, in particolare?
Basti dare un’occhiata al bilancio di previsione approvato il mese scorso, peraltro anche in ritardo. In quel documento, che dovrebbe tracciare la rotta del rilancio della Puglia, dirci dove dobbiamo andare, invece non è indicata alcuna via d’uscita dalla crisi. Tutt’altro. È un mero documento di contabilità economica, senza visione strategica. Né vocazione politica. Che non disegna il futuro della regione.

Il centrodestra non ha collaborato granchè. Alla maggioranza sono saltati i nervi, dopo una maratona di 18 ore in consiglio ha accusato le minoranze di ostruzionismo senza precedenti.
E meno male. È stato l’unico modo di difendere gli interessi dei pugliesi dall’assalto alla diligenza del bilancio da parte del centrosinistra, che si è pure lacerato al suo interno, dimostrando ancora una volta di essere un cartello elettorale ma non una maggioranza politica. Il documento di previsione economica, quello che più che mai in questo momento dovrebbe tracciare le linee guida, indicare ricette per la ripresa, investire poste finanziarie nei settori dell’innovazione e della ricerca per tirare fuori la regione dalle secche della crisi, è stato usato per distribuire mance qua e là.

Invece? Quale sarebbe la formula per Forza italia?
Non ci sono formule, ma solo leve da sviluppare per rimettere in moto, si spera, l’occupazione. Ad esempio investire in innovazione e ricerca, spingere su misureanticicliche in grado di invertire la tendenza e attrarre nuovi investimenti, sviluppare il nostro capitale umano . Sostenere il turismo e i servizi. E sicuramente, investire nella infrastrutture e nei trasporti.

Come il Porto?
Esatto. Il porto e la retroportualità. Fare di Taranto una città portuale è la vera sfida del futuro. Lo scalo portuale è il nostro asset strategico, non solo per la provincia ionica. Se riparte il porto di Taranto, con il nuovo terminalista, riparte la puglia e riparteanche il Sud. Perché è vero, non siamo soltanto un porto, ma siamo soprattutto una porta: per i traffici che dal Mediterraneo vogliono arrivare in Europa. Siamo l’approdo ideale per le principali rotte mercantili mondiali. Un potenziale che, utilizzato a dovere, è in grado di far tremare i polsi a qualsiasi altro competitor e di rilanciare il Mezzogiorno.

Peccato che lo scalo, ad oggi, sia fermo senza il terminalista.
E non possiamo perdere altro tempo. Serve subito un nuovo investitore, dopo Evergreen, capace di rimettere lo scalo sul mercato. Sa quanti container sono stati movimentati lo scorso anno? Zero. Dopo i 148 mila del 2014 e quasi 200 mila dell’anno prima. Quello zero pesa come un macigno sull’attrattività del nostro portoagli occhi dei possibili player. Ha fatto il giro dei report di settore. Eravamo il terzo porto in Italia. Ora siamo fuori classifica.

Su questo il Governo sta dimostrando, pare, attenzione. Vedremo all’esito del Bando per la ricerca del nuovo terminalista. Torniamo in Regione, sul tappeto c’è il piano di riordino sanitario.
Il piano varato dalla giunta fa acqua da tutte le parti. Taranto vive una emergenza unica in Puglia e ha bisogno di soluzioni adeguate alla domanda di salute del territorio. Soluzioni incompatibili con la chiusura dell’ospedale di Grottaglie, di cui il SS, Annunziata ha bisogno, considerati accessi al pronto soccorso e liste d’attesa. Incompatibile con il declassamento di Martina e Manduria. Né, si può pensare di aver un ospedale hub ( il Ss. Annunziata) senza la pneumologia o la chirurgia toracica. Svariate legge dello Stato riconoscono la specificità di Taranto, deve farlo anche la Regione, calibrando il riordino ospedaliero sulla base dei dati epidemiologici, rispettando le linee guida del ministero. Il presidente Emiliano ha detto di essere pronto a rivedere il piano. Bene, quale migliore banco di prova per il capoluogo. 

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