24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Cronaca

Servizio civile, bando anomalo

La denuncia di Confcooperative in merito alla selezione


«Il bando del Comune di Taranto per il servizio civico è ambiguo e fuorviante». E’ la denuncia di Carlo Martello, presidente provinciale di Confcooperative che chiede all’amministrazione comunale di ritirare l’avviso pubblico.

«Giorni addietro l’Assessorato ai servizi sociali ha emanato un Avviso Pubblico per l’affidamento del servizio Civico a massimo tre Associazioni di volontariato che suscita grandi perplessità. Preliminarmente si osserva che l’Avviso prevede una limitazione all’accesso disponendo, tra i requisiti delle Associazioni, una esperienza documentata di durata almeno triennale nel settore oggetto dell’iniziativa e/o in settori affini. A tal proposito si osserva che l’Autorità Nazionale Anticorruzione – Anac ha recentemente emanato le “linee guida per l’affidamento di servizi a enti del terzo settore e alle cooperative sociali” (delibera n. 32 del 20 gennaio 2015 pubblicata sulla G.U. n. 30 del 6 febbraio 2016) nelle quali al punto 2 si prevede che le Amministrazioni debbano favorire la massima partecipazione alle procedure di scelta del contraente, evitando di richiedere requisiti di partecipazione o criteri di valutazione che introducano barriere all’ingresso.

Ma poi – si domanda Martello – quale è il settore oggetto dell’iniziativa prevista dall’Avviso? Sono le attività sociali in favore di persone che versano in stato di bisogno e lo schema di convenzione prevede che i cittadini beneficiari del servizio civico siano impegnati in accordo con i servizi sociali nelle suddette attività. Sembra di capire quindi che Comuni e Associazioni andranno insieme a individuare il settore d’intervento specifico che ovviamente deve essere coerente con quello che l’Associazione ha fatto nel triennio precedente.

E chi mai individuerà settori diversi? L’Amministrazione Comunale stanzia per l’acquisto dei voucher 1.232.000 euro a fronte di 792 cittadini indigenti che saranno impegnati. Ciò vuol dire che il costo massimo per ognuno sarà di 1.200 euro di cui 900 direttamente erogati e 300 per oneri connessi: chi si attendeva un impegno di massimo tre mesi per 60 ore mensili rimarrà fortemente deluso! Ma quello che suscita le maggiori perplessità è l’approccio e la considerazione che l’Amministrazione Comunale ha nei confronti delle Associazioni di volontariato, che nel caso specifico vengono considerate e trattate come imprese a tutti gli effetti. Nelle Associazioni di volontariato lo dice esplicitamente la legge istitutiva, l’elemento caratterizzante è quello personale e non quello economicopatrimoniale: l’attività, quindi, del volontario persona fisica che si presta in modo spontaneo e gratuito.

Orbene, il Comune di Taranto impegna le Associazioni di volontariato (a parte una prima anticipazione di entità non definita) a indebitarsi per circa 40.000 euro per far fronte ogni bimestre all’acquisto dei voucher e per la quota parte delle loro spese di gestione quantificate in 93.866,00 euro all’anno, da rimborsarsi non si sa come e quando. Le Associazioni di volontariato, nelle quali come dispone la legge domina l’elemento personale, non hanno capacità patrimoniale e per le loro attività non ricorrono all’indebitamento. Traggono invece le risorse economiche per il loro funzionamento e per lo svolgimento della propria attività dai contributi degli aderenti, dei privati, dello Stato, di Enti o di istituzioni pubbliche finalizzate esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti. Il Comune di Taranto le espone invece al rischio tipico dell’impresa quali il ricorso alla anticipazione finanziaria e la congruità del risultato conseguito che, se difforme da quanto atteso, potrebbe ovviamente comportare la negazione del rimborso.

E ancora una domanda – prosegue Martello – Il Comune prevede di corrispondere ad ognuna delle tre Associazioni aggiudicatarie un importo massimo di 93.866,00 euro a titolo di rimborso delle spese sostenute, destinando a questa voce complessivamente 281.600,00 euro. Se, come si prevede, dovesse aggiudicarsi l’intero servizio una sola Associazione, quale importo si vedrà riconoscere? Infine, questo importo relativo al rimborso delle spese sostenute è oggetto di valutazione e di consistente punteggio, quindi potrà essere determinato in diminuzione dalle Associazioni. Dovrebbe quindi essere segreto, ma la convenzione prevede che le spese ammesse a rimborso siano preventivamente concordate e autorizzate dall’Assessorato ai servizi sociali». «E la segretezza dove va a finire? Per il bene di tutti, dei cittadini indigenti, degli eventuali fruitori del servizio, del Comune e del volontariato, questo Avviso Pubblico è assolutamente da ritirare».

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