14 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Aprile 2021 alle 06:46:06

Cronaca

Maxi sequestro di beni al re del contrabbando


TARANTO – Maxi sequestro di beni della Guardia di Finanza al re del contrabbando. Bar, appartamenti, auto e anche conti correnti, sono finiti sotto chiave su ordine del Tribunale di Taranto. Ad operare i finanzieri del Gruppo di Taranto, diretti dal maggiore Giuseppe Dell’Anna e dal capitano Giuseppe Di Noi. I militari delle Fiamme Gialle hanno posto i sigilli a beni per un valore che supera gli 800mila euro. Il provvedimento di sequestro è stato notificato al cinquantatrenne Giuseppe Peluso, residente nel quartiere Tamburi.

E’ stato firmato dal presidente della prima sezione penale del Tribunale di Taranto, dottoressa Trunfio, su richiesta del procuratore aggiunto, dottor Argentino. I finanzieri del Gruppo presso la caserma di via Scoglio del Tonno hanno posto sotto sequestro due bar, due appartamenti, quattro locali dati in affitto a titolari di esercizi commerciali. Sotto chave anche ciqnque auto: una Mercede Slk, una Smart, una Mini One e due Lancia Y. L’operazione delle Fiamme Gialle riguarda violazioni al nuovo “codice antimafia” che prevede l’applicazione delle misure di prevenzione, anche patrimoniali, a carico di persone ritenute dedite a giri illegali. Gli investigatori della Finanza ritengono che per la loro condotta ed il tenore di vita vivano, anche in parte, con i proventi di attività illecite. I militari della Guardia di Finanza hanno verificato la posizione reddituale del cinquantatrenne il cui lungo curriculum (dal 1977) evidenzia numerose condanne definitive per il reato di contrabbando, anche in forma associativa, oltre a diversi precedenti di polizia. L’uomo avrebbe, tra l’altro, attribuito fittiziamente ala moglie ed ai figli, la cui disponibilità di redditi è praticamente nulla, la titolarità di alcuni dei beni finiti in queste ore sotto sequestro. Gli accertamenti patrimoniali eseguiti anche nei confronti del nucleo familiare hanno evidenziato una macroscopica sproporzione tra redditi conseguiti rispetto alle spese sostenute, ovvero al tenore di vita. I finanziieri hanno effettuato un controllo in un circolo privato trasformato in sala giochi e gestito dall’uomo ed hanno sequestrato 22 apparecchi videopoker. Le fiamme gialle hanno scoperto che con una moneta utilizzata come una sorta di badge si passava dal gioco legale a quello illegale.

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