16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 18:41:07

Cronaca

Amiu, il vecchio consiglio di amministrazione rischia il processo

Oggi udienza dal Gup per Pucci, Ciraci e De Gregorio


Gli ex vertici dell’Amiu rischiano il processo.

E’ stata fissata per oggi, lunedì 4 aprile, l’udienza riguardante la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Gino Pucci, Cosimo Ciraci e Carmine De Gregorio.

Il giudice per le udienze preliminari, dott. Pompeo Carriere, dovrà valutare se sussistano o meno gli estremi per il rinvio a giudizio del vecchio consiglio di amministrazione dell’azienda che si occupa della raccolta e smaltimento dei rifiuti in città.

Secondo quanto ipotizzato dal pubblico ministero, dott. Remo Epifani, nel chiedere l’emissione del decreto di giudizio nei confronti dei tre imputati, i componenti del cda, in concorso tra loro, avrebbero ritardato la convocazione dell’assemblea per la nomina dei nuovi vertici procurandosi un ingiusto vantaggio patrimoniale. Il presidente Pucci ed i consiglieri Ciraci e De Gregorio (rispettivamente difesi dagli avvocati Claudio Petrone, Eligio Curci e Fausto Soggia) nominati il 29 novembre del 2007 per un triennio, e quindi fino al 29 novembre del 2010, avrebbero omesso di convocare l’assemblea per la nomina del nuovo cda entro i termini previsti dalla legge, ovvero entro il termine di scadenza del mandato. Secondo l’accusa la prima assemblea per la nomina del nuovo cda dell’Amiu sarebbe arrivata solo il 18 maggio 2011, poi rinviata.

Questa circostanza avrebbe portato presidente e consiglieri a percepire indebitamente i compensi: il presidente Gino Pucci (da novembre 2010 a dicembre 2012) circa 76mila euro; il consigliere Cosimo Ciraci (nel periodo novembre 2010 a marzo 2012) circa 43mila euro; il consigliere De Gregorio (da novembre 2010 a settembre 2012) circa 40mila euro. Stando a quanto formulato dal pm, quindi, il danno complessivo alle casse dell’Amiu sarebbe stato di oltre 160mila euro. Il tutto sarebbe avvenuto con il benestare dell’amministrazione comunale che avrebbe avallato politicamente la condotta dei componenti del cda. Una ipotesi, quest’ultima, attorno alla quale potrebbe ruotare la linea difensiva degli ex vertici dell’Amiu.

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