21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Giugno 2021 alle 16:41:48

Cronaca

Il Comune di Taranto rinuncia a gestire i progetti

Contratto di sviluppo, la denuncia degli Architetti


«Il Comune di Taranto, per l’ennesima volta, perde un ulteriore strumento di gestione e controllo dei processi di trasformazione del proprio territorio».

E’ quanto afferma Massimo Prontera, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Taranto, in riferimento ai progetti, e quindi agli appalti, che faranno parte del contratto istituzionale di sviluppo.

«Questa volta non si tratta di una decisione imposta dai piani alti dei palazzi del potere romano. Questa volta è da Palazzo di Città che la Giunta comunale decide, stante “l’endemica incapienza della dotazione numerica del personale interno all’Amministrazione” di consegnarsi mani e piedi ad Invitalia spa – affermano gli architetti – delegando alla società di ispirazione governativa ogni atto che riguarderà gli interventi che il Comune di Taranto ha candidato nell’ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo. Una vera e propria Centrale di Committenza, estranea al territorio, che dovrà fare le veci di una macchina amministrativa comunale da troppi anni in estrema sofferenza per assenza di quadri dirigenziali e impiegatizi degni di una città di duecentomila abitanti. Ancora una volta il Comune di Taranto, per volere del suo massimo organismo politico, la Giunta municipale, consegna la città nelle mani di un nuovo Commissario governativo.

Dopo i vari Commissari alle bonifiche, alla gestione del problema Ilva, ora anche un Commissario che, per conto del Comune, svolgerà le funzioni che, normalmente, un Comune dovrebbe svolgere, specie in un delicatissimo momento storico come quello attuale in cui si decideranno le sorti della Taranto dei prossimi trent’anni. Una ennesima rinuncia di governance in un territorio che continua a perdere giornalmente fette di controllo e gestione, ultime in ordine di tempo Soprintendenza Archeologica, Corte d’Appello e forse anche Camera di Commercio. Una scelta che lascia sgomenti le rappresentanze professionali, economiche e sociali che, insieme e da tempo, troppo tempo, chiedono a gran voce all’Amministrazione comunale in prima battuta e all’intero Consiglio Comunale, di avviare un confronto aperto sulle problematiche gravissime che riguardano la città e che da troppo tempo non ricevono alcuna risposta se non inconsistenti e improduttive rassicurazioni che non trovano poi corrispondenza nelle azioni concrete.

Ora – conclude il presidente Prontera, a nome del Consiglio dell’Ordine degli Architetti – siamo costretti, nostro malgrado, ad assistere all’ultimo atto di resa di un’Amministrazione che preferisce abdicare al proprio ruolo e consegnarsi all’ultimo Commissario di una Città che non governa da tempo più il suo futuro. Resta il rammarico di non aver potuto fornire, per l’ennesima volta, il proprio contributo in un processo che avrebbe meritato una migliore gestione, più forte ed autorevole».

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