21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 19:30:12

Cronaca

Parole giuste, dialogo sul linguaggio: se ne parla con Vespa e Carofiglio

L'atteso appuntamento nel salone di rappresentanza della Provincia


 “Parole giuste, dialogo sul linguaggio del diritto” è il titolo del convegno che si terrà sabato, 9 aprile, alle 9, nel salone di rappresentanza della Provincia (in via Anfiteatro), organizzato dalla sottosezione di Taranto dell’Associazione nazionale Magistrati, Ordine dei Giornalisti della Puglia, con la collaborazione dell’Università di Bari e della Provincia di Taranto.

All’evento partecipano lo scrittore Gianrico Carofiglio, Giusi Fasano inviata del Corriere della Sera, Giovanni Maria Flick, ex ministro della Giustizia e presidente emerito della Corte Costituzionale e il giornalista e scrittore Bruno Vespa.

Interverranno anche Maurizio Carbone, segretario generale uscente dell’Associazione Magistrati, Nicola Triggiani, professore di diritto processuale penale dell’università di Bari. Parteciperà ai lavori anche il magnifico Rettore dell’Università di Bari, Antonio Uricchio. Modera l’incontro il magistrato Martino Rosati, presidente della sottosezione Anm di Taranto.

Tema del convegno è la comprensibilità del linguaggio negli atti dei magistrati e nelle leggi e la necessità, per i giornalisti, di usare una lingua semplice e chiara. Si tratta di un incontro interdisciplinare con l’obiettivo di cercare una piattaforma espressiva condivisa tra mondo giudiziario e stampa. Come si legge nell’invito, “pensare che le sentenze possano risultare comprensibili a tutti non è realistico, ma sforzarsi di rendere i testi giuridici comprensibili per un numero sempre più ampio di persone è l’unico modo per far sì che la gente continui, o torni, ad avere fiducia nella legge”.

A tal fine, fondamentale risulta l’opera di mediazione affidata alla stampa, soprattutto nei casi di maggiore interesse per la società civile: il che tuttavia comporta necessariamente una maggiore e specifica preparazione da parte dei giornalisti, in modo da evitare pericolosi cortocircuiti informativi. Un ruolo essenziale, infine, in tale prospettiva, è svolto dall’università, destinata a formare tutte le figure professionali investite di tali compiti.  

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