19 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 18:23:13

Cronaca

La richiesta: «Fermiamo la puzza Eni»

Mozione di Lina Ambrogi Melle: limiti più stringenti da inserire nel Riesame dell’Aia


Lina Ambrogi Melle, consigliere comunale della lista civica “Ecologisti per Bonelli”, ha presentato una mozione sulle emissioni dell’ENI, che sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale.

“Nel territorio del Comune di Taranto spesso viene percepito dalla popolazione un caratteristico e oltremodo sgradevole e cattivo odore di gas riconducibile ai processi industriali inerenti agli stabilimenti dell’agglomerato industriale di Taranto. Si tratta di un fenomeno emissivo di particolare intensità e persistenza che si è manifestato negli anni con carattere di continuità arrecando e continuando ad arrecare ai cittadini di Taranto danno e molestia. Questi composti odorigeni , comunemente chiamate “ puzze di gas” (tra cui l’idrogeno solforato H2S) secondo l’evidenza medico-epidemiologica e scientifica – indicano l’ emissione in atmosfera di agenti inquinanti pericolosi per la salute umana (in determinate concentrazioni e secondo i tempi di esposizione) oltre che per l’ambiente e la persistente e continua esposizione a tali inquinanti atmosferici, causa pregiudizi e danni ai cittadini di Taranto, generando preoccupazione per eventuali conseguenti effetti nocivi sulla salute soprattutto in considerazione del fatto che il Comune di Taranto fa parte di un’area ad elevato rischio di crisi ambientale.

Da una recente relazione dell’ARPA Puglia illustrata ai cittadini il 5 marzo 2016 , è stato accertato il nesso causale tra le emissioni odorigene e la raffineria ENI s.p.a in base ai risultati del progetto Odortel per l’anno 2015, da cui risulta che negli ultimi mesi del 2015 si sono registrati i maggiori picchi di emissioni odorigene ( il 7 gennaio 2016 abbiamo avuto il valore più alto in assoluto di odori molesti) derivanti dall’area industriale e, considerando gli eventi più significativi, la direzione dei venti indica la loro provenienza dalla Raffineria ENI s.p.a. Inoltre il progetto Tempa Rossa aumenterà nell’ambiente le sostanze odorigene e l’ idrogeno solforato. La raffineria ENI deve sottostare all’AIA che, allo stato attuale, non prevede prescrizioni per gli odori molesti ma solo che la raffineria faccia un piano di monitoraggio delle sostanze odorigene Pertanto la mozione da me presentata impegna il Sindaco di Taranto a chiedere in sede di Riesame dell’Aia di tenere conto dei dati raccolti da Arpa Puglia e di imporre all’ENI una riduzione delle molestie olfattive”. 

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