Cronaca

Viaggio tra i dannati del Postamat

Sempre difficile prelevare, la rabbia degli utenti

Un ufficio postale - archivio
Un ufficio postale - archivio

«Chi è l’ultimo?». Sì, sembra davvero di essere in fila dal medico. Invece, le code che si creano, ad esempio, sul marciapiedi di corso Umberto, sono composte da correntisti postali che aspettano di prelevare i propri soldi.

Dura vita, quella di chi deve utilizzare il “Postamat”, l’equivalente del Bancomat per chi ha un conto corrente con Poste Italiane invece che con un istituto di credito.

Come è noto, l’azienda non permette di usare lo sportello automatico quando l’ufficio postale di pertinenza è chiuso. Una peculiarità tutta pugliese, a causa di “una serie di furti” lamentati da Poste Italiane. Con un orario limitato per prelevare, si creano le code. Rese ancora più consistenti dal malfunzionamento di alcuni sportelli anche in orario ‘consentito’.

A fermarsi, ieri mattina, il Postamat di zona Sestante in via Mar Grande. «Abbiamo poche ore per prelevare, ed i terminali non funzionano: così non va» dice Valeria, in coda in Corso Umberto. Si crea una discussione tra gli utenti. Gianni, un altro correntista, ha una teoria: «In questa maniera, in caso di urgenza, dobbiamo rivolgerci ai Bancomat, e paghiamo le commissioni alle banche». Il fascino del ‘complotto’. Ma il disservizio è reale. «Anche a Grottaglie è così, bisogna prelevare cifre ‘grosse’ e conservare in casa, se serve contante». Arriva un altro utente. Guarda la fila, poi l’orologio. «Chi è l’ultimo?». 

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