23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Cronaca

Il nuovo cimitero resta chiuso nel cassetto

Il Parco Leonida bloccato da un parere che non c’è


Mentre il cimitero di Talsano scoppia e all’ordine del giorno del consiglio comunale dell’8 aprile c’è proprio la mozione per discutere come dare degna sepoltura ai defunti, nei cassetti degli uffici dell’urbanistica giace da anni l’innovativo progetto per il nuovo cimitero.

Si tratta del Parco Cimiteriale Leonida, una proposta che coinvolge privati e le due principali società di mutuo soccorso della città: i Figli del Mare e la società dei Ferrovieri. Investimento previsto: 11,5 milioni di euro, dei quali 3,5 già spesi dai privati per l’acquisto di terreni e per la progettazione, altri 8 milioni in project financing. Il Comune non spenderebbe un centesimo.

L’area individuata per realizzare l’intervento è quella in contrada Masserotti, alla Salina, individuata dal piano regolatore proprio per ospitare opere di questo tipo. Non ci sarebbe bisogno, quindi, di alcuna variante. Il progetto del Parco Cimiteriale prevede, oltre agli spazi per l’inumazione delle salme, anche quelli per l’ecologica e sempre più diffusa pratica della cremazione.

La novità è l’area riservata all’inumazione e alla cremazione degli animali d’affezione. Il progetto è stato inserito nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2012-2015 e basterebbe pubblicare il bando per sbloccare l’intervento. Ma l’iter si è inspiegabilmente rallentato perché la direzione urbanistica del Comune non avrebbe ancora richiesto alla Regione il parere sulla compatibilità del cimitero per gli animali con quello degli umani, nonostante la stessa Regione abbia già regolamentato la materia. Queste lungaggini hanno suscitato la reazione del segretario generale del Comune, Eugenio De Carlo, che il 10 marzo scorso ha inviato una lettera di sollecito alla direzione urbanistica richiamando al «doveroso completamento dell’iter tecnico-amministrativo entro i tempi legali e comunque nel rispetto dei principi di buona fede e correttezza che devono improntare i rapporti tra Pubblica Amministrazione e i cittadini».

Se quindi il progetto del Parco Cimiteriale Leonida viene tenuto in naftalina, d’altro canto comincia a trapelare l’orientamento dell’amministrazione per inseguire le emergenze del San Brunone e del cimitero di Talsano: tre milioni di euro da stanziare per interventi che non sono previsti nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche e che, per quanto riguarda Talsano, comporterebbero l’ampliamento su terreni agricoli, con necessità di approvare una variante al piano regolatore. Ancora più complessa la situazione al San Brunone, dove ogni intervento è condizionato dal pesante inquinamento dell’area, che, come è noto, è a ridosso della zona industriale.

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