21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 19:30:12

Cronaca

Bruno Vespa a Taranto: «Riina? Polemiche inutili»

Il giornalista ha partecipato ad un seminario alla Provincia


Appena arriva nel Salone della Provincia già affollato dalle autorità, ecco che si crea la calca dei cronisti. Perchè il personaggio del giorno è senza dubbio lui, Bruno Vespa. Giornalista, scrittore, volto notissimo della tv a cavallo tra l’approfondimento ed il ‘nazionalpopolare’.

Uno, nessuno e centomila, Vespa si presenta a Taranto e si definisce «senza segreti, sin troppo trasparente» nella prima uscita pubblica dopo l’intervista al figlio di Totò Riina, il capo dei capi di Cosa Nostra. L’occasione è l’interessante convegno “Parole giuste, dialogo sul linguaggio del diritto” organizzato dalla sottosezione di Taranto dell’Associazione nazionale Magistrati, Ordine dei Giornalisti della Puglia, con la collaborazione dell’Università di Bari e della Provincia di Taranto. Presenti il magistrato Martino Rosati, presidente della sottosezione Anm di Taranto e Maurizio Carbone, segretario generale uscente dell’Associazione Magistrati, lo scrittore Gianrico Carofiglio, Giusi Fasano inviata del Corriere della Sera, Giovanni Maria Flick, ex ministro della Giustizia.

Il colloquio a “Porta a Porta con” Salvo Riina ha scatenato polemiche feroci, ed è trapelata l’irritazione dello stesso presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Quello che succede mi addolora e mi sorprende» ha dichiarato Vespa ai giornalisti tarantini che lo hanno ‘intercettato’ prima dell’inizio del convegno.

«Tutti i capimafia sono stati intervistati. Biagi intervistò Luciano Liggio: la gente forse non lo ricorda, ma è stato il maestro di Riina, il capo dei capi degli anni ‘50 e ‘60; ha intervistato Sindona, tre anni dopo l’omicidio di Ambrosoli. Joe Marrazzo, grande cronista di giudiziaria, ha intervistato il capo della ‘ndrangheta, Piromalli, e Raffaele Cutolo. Poi Vespa intervista il figlio di Riina – non Totò Riina, il figlio di Riina – e succede tutto questo bordello…».

«Qualora venissi invitato a Porta a Porta non andrò, per non sedere sulla stessa poltrona. Non ci andrò mai lì dentro. Non sono stato chiamato e spero che non mi chiamino mai. Non si possono fare queste cose per dare spettacolo» l’anatema lanciato dal segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, nei confronti di Vespa. Che da Taranto risponde al prelato: «Se il sacerdote vuole scomunicare il peccatore, deve conoscerne il peccato» dice l’anchorman Rai tradendo un mezzo sorriso. «Lo stesso monsignore dice di non avere visto il programma, quindi non so come faccia a parlarne…non si potrebbe sedere su quella poltrona perchè non ci si è seduto neppure Riina, era in collegamento da Padova. Sono stupito». Anche da Libera, associazione antimafia di don Ciotti, sono arrivate parole pesanti.

«E’ un discorso diverso. Li abbiamo invitati, ci hanno detto di no. Ma li rispetto. Sono contento di aver avuto in trasmissione un importante rappresentante di un’associazione anti-pizzo, che è stato bravissimo». Spazio anche per domande più ‘locali’: Vespa ha acquistato dei vigneti in provincia di Taranto, «quindi Taranto non è solo Ilva?» gli chiedono «non è solo Ilva e non è mai stata solo Ilva» è la risposta. «Questa è un’altra deformazione giornalistica: quando c’è una cosa negativa, si parla solo di quella. Speriamo soprattutto che l’Ilva sia indirizzata verso una direzione di sviluppo, sarebbe molto doloroso se venisse rottamata, è un patrimonio industriale del Paese e va rispettato». Non c’è più tempo, bisogna parlare del linguaggio del diritto, «che deve essere più semplice» è l’ultima annotazione «sia quello dei magistrati, che quello dei giornalisti».

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