16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 10:30:59

Cronaca

A chi giova lo sfascio dell’Amiu

Dopo l'ennesimo ribaltone ai vertici dell'azienda


Teste che cadono una dopo l’altra mentre l’azienda annega nei debiti e la città affonda nell’immondizia: questa è l’Amiu, la società per l’igiene urbana che l'altro pomeriggio ha vissuto un ulteriore grottesco capitolo della sua storia.

Via l’ennesimo presidente del consiglio d’amministrazione e nomina del nuovo amministratoreForse è arrivato il momento che organi terzi facciano finalmente luce sulla gestione di questa azienda. Se cioè ci sono ragioni che vanno oltre le motivazioni di circostanza a renderla così turbolenta, ingovernabile e inefficiente. Non può reggere, infatti, ciò che avrebbe sostenuto il sindaco e cioè che l’ultimo presidente, Giuseppe Terracciano, vivendo a Napoli non poteva seguire da vicino le sorti dell’Amiu.

Argomentazione inaccettabile, dal momento che proprio il sindaco lo aveva scelto, così come aveva scelto gli altri consiglieri provenienti da Bari. Questo, anzi, è un altro aspetto sul quale converrebbe interrogarsi: il perché di questa esterofilia, di questa ricerca di amministratori, di professionisti, anche nella giunta comunale, che arrivano da fuori, senza conoscere la città e i suoi problemi e senza essere accompagnati da particolari competenze. Così come, per tornare all’Amiu, è da comprendere il ruolo dei consulenti esterni: che peso hanno all’interno dell’azienda, a quale titolo, seppure informalmente, partecipano agli incontri tra socio unico, cioè il Comune, e i vertici aziendali, quali risultati abbiano prodotto le loro consulenze.

Adesso, per governare l’Amiu, il sindaco si affida ad un dirigente comunale che, al di là delle sue indubbie capacità, è oggettivamente sovraccaricato di responsabilità, avendo l’onere di dirigere anche le “bollenti” direzioni dell’urbanistica e delle attività produttive. Impensabile che una sola persona possa tenere a bada questo groviglio di situazioni. In questo marasma generale è difficile tenere la macchina sotto controllo ed è più facile che si incappi in quelle faccende di rimborsi spese che, seppur ineccepibili sotto il profilo formale, destano più di una perplessità sotto il profilo dell’opportunità, soprattutto quando poi i conti, del Comune come dell’Amiu, non tornano. Forse, però, per capire lo sconquasso dell’Amiu bisognerebbe porsi una domanda semplice semplice: a chi giova un’azienda che fa acqua da tutte le parti? Forse è da qui che bisognerebbe partire per provare a fare un po’ di chiarezza. 

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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