15 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Ottobre 2021 alle 21:54:00

Cronaca

“Rimborsi d’oro” all’Amiu ed al Comune sulla linea Bari-Taranto

All’Amiu costa 155 euro. Al Comune, invece, 480 euro al mese


Quanto si spende in carburante per percorrere in auto Bari – Taranto, andata e ritorno? 15 – 25 euro (a seconda che si tratti di una macchina a benzina o diesel) risponderebbero i più.

Non tutti sanno che c’è chi, per raggiungere il proprio posto di lavoro in riva ai Due Mari partendo da Bari, ed effettuare il percorso inverso, ha speso la bellezza di centocinquantacinque euro. E’ il caso di Michelina Leone, fino a ieri consigliere del cda dell’Amiu, “decaduta” dal suo ruolo di vertice dell’azienda dopo le dimissioni del consigliere facente funzioni di presidente, Giuseppe Terracciano. La commercialista, nominata dal sindaco Stefàno ad inizio 2016, vive e lavora a Bari.

Ecco perchè, durante il (breve) mandato, la professionista barese è stata costretta ad effettuare continui spostamenti per raggiungere Taranto e quindi il posto di lavoro. Viaggi che, limitatamente a ciò che attiene il mezzo di trasporto, hanno comportato una spesa sia in termini di carburante che per il pagamento del pedaggio autostradale. Per quanto riguarda il mese di febbraio, ad esempio, la dottoressa ha effettuato cinque “viaggi” Bari – Taranto.

Il rimborso chiesto, contenuto in una dettagliata nota spese presentata all’azienda nei primi giorni di marzo, è di 45 euro per ciò che riguarda i costi dell’autostrada (4,5 euro a tratta x 2 = 9 euro; 9 x 5 giorni= 45 euro). Per quanto le spese di carburante, per raggiungere il capoluogo jonico e partecipare alle assemblee dei soci ed alle riunioni del cda, l’ormai ex consigliere del cda dell’Amiu ha preso come riferimento le tabelle di calcolo dei costi chilometrici dell’Aci. In pratica ogni chilometro effettuato è costato alle casse dell’Amiu 0,78 centesimi di euro.

Quindi effettuare i 198 km che, secondo la nota spese presentata dalla Leone, separano Bari da Taranto (andata e ritorno), è costato 155,67 euro. Nel mese di febbraio sono stati cinque i viaggi effettuati dalla componente del Consiglio d’amministrazione dell’Amiu per questo la richiesta di “rimborso spese viaggio” ammonta a 778,39 euro. Una cifra che va a sommarsi alla voce riguardante “scontrini e ricevute fiscali”. Viaggiare sulla Bari – Taranto, come abbiamo visto, può avere costi diversi. Nel caso dell’assessore Ersilia Marra, ad esempio, nominata assessore all’Urbanistica nel novembre 2015, il rimborso è “forfettario”. Spulciando nella determina del Gabinetto sindaco (numero 30 dello scorso 19 gennaio) è possibile leggere «per lo svolgimento delle proprie funzioni, l’assessore

Ersilia Marra, residente della città di Bari, si sposta da Bari a Taranto e viceversa per il ritorno nella stessa giornata. Secondo quanto riferito dall’assessore utilizzerà per i suoi trasferimenti i mezzi ordinari pubblici il cui costo indicativo, per eccesso, è pari a 10 euro per il viaggio di sola andata. Valutando, approssimativamente, la presenza dell’assessore per 24 giorni mensili si calcola presuntivamente, una spesa pari a 480 euro». Ovviamente resta da capire se il rimborso spese dell’assessore subisca o meno delle modifiche in base alle assenze e come mai non si sia pensato, per abbattere i costi, alla sottoscrizione di un abbonamento per i bus extraurbani o per la tratta ferroviaria Bari – Taranto.

Comunque, in entrambi i casi, e quindi sia per l’ex consigliere del cda Amiu, Leone, che per l’assessore Marra, nulla da eccepire, almeno sotto l’aspetto formale. Le spese sostenute per raggiungere il posto di lavoro devono essere rimborsate. Forse, però, in tempi di crisi, sarebbe stato più opportuno, da parte del sindaco, nominare amministratori tarantini per gestire aziende e guidare assessorati. Quantomeno le casse comunali ne avrebbero ottenuto giovamento.

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