04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 19:40:00

Cronaca

Amiu, l’ombra dell’anticorruzione. Bufera sugli incarichi

Profili di incompatibilità nella nomina dell’amministratore unico decisa dal sindaco


«I nominandi membri del consiglio di amministrazione possono anche essere dirigenti purchè non investiti della carica di presidente con deleghe gestionali dirette o di amministratore delegato».

Il parere contenuto in una delibera (n. 47/2013: sul rapporto tra le previsioni dell’art. 4 del d.l. n. 95/2012, convertito con modifi cazioni, in l.n. 135/2012 e gli articoli 9 e 12 del d. lgs. n. 39/2013) dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche) getta ombre sulla recente nomina dell’amministratore unico dell’Amiu. Lunedì, infatti, dopo aver accolto le dimissioni del consigliere facente funzioni di presidente, Giuseppe Terracciano (una circostanza che ha fatto decadere anche l’altro consigliere del cda dell’azienda, Michelina Leone) il sindaco Stefàno ha proceduto alla nomina ad amministratore unico dell’Amiu di Carmine Pisano, che da tempo ricopre anche il ruolo di dirigente comunale all’Urbanistica ed alle Attività Produttive. Una nomina che, però, potrebbe incontrare profi li di incompatibilità, o almeno così pare leggendo la delibera della commissione sulla trasparenza delle amministrazioni pubbliche dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

La commissione, nel giugno 2013, si è espressa in merito ad alcuni quesiti posti dalla Provincia di Milano, dalla Provincia di Catania, dal Comune di Brescia, dalla Provincia di Savona e dai Comuni di Alessandria e Rovigo.

«Il problema va affrontato non in termini di abrogazione delle disposizioni del disegno di legge n. 95/2012 o di loro integrale vigenza in base al richiamato principio di specialità, ma soltanto nel senso che la disciplina sopravvenuta (d.lgs 39/2013) ha delimitato l’ambito soggettivo cui si riferiscono gli obblighi di nomina previsti dall’articolo 4 del disegno di legge n. 95/2012; vale a dire che i nominandi membri del consiglio di amministrazione possono anche essere dirigenti, purchè non investiti della carica di presidente con deleghe gestionali dirette o di amministratore delegato». In pratica, seguendo la linea dettata dall’Anticorruzione, Carmine Pisano non potrebbe esercitare il ruolo di amministratore unico dell’Amiu.

«L’incompatibilità prevista riguarda esclusivamente le cariche di presidente con deleghe gestionali dirette, amministratore delegato, le posizioni di dirigente, lo svolgimento di attività di consulenza a favore dell’ente». Tutte norme evidentemente sconosciute al sindaco che invece ha provveduto a gravare di ulteriori e impegnativi incarichi il dirigente dell’Urbanistica e delle Attività Produttive. Pisano, come qualsiasi altro dirigente, potrebbe dunque esercitare il ruolo di consigliere ma non di amministratore unico dell’Amiu. Un caso analogo a quello di Rosa De Benedetto, dirigente che il sindaco nominò alla guida dell’azienda, ruolo conservato fi no a novembre 2015. Non c’è dunque pace per l’Amiu.

Nei giorni scorsi, infatti, una nostra inchiesta ha scoperchiato i “rimborsi d’oro” da 155 euro per pagare il carburante necessario ad effettuare il viaggio Bari – Taranto, andata e ritorno. Nel frattempo i debiti si ingrossano. Stando alle cifre che circolano nei corridoi di Palazzo di Città, infatti, la massa debitoria ammonterebbe a circa 43 milioni di euro.

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