18 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 15:55:45

Cronaca

Abbigliamento contraffatto, comandano gli abusivi

La Confartigianato accusa la Polizia Locale


Contraffazione: concorrenza sleale per 63mila imprese artigiane, il 19,8% dell’artigianato manifatturiero.

La lotta alla contraffazione alla velocità di 2.640 articoli sequestrati all’ora. Triplica la contraffazione on line. Intensa ed efficacia l’azione di contrasto nella provincia di Taranto. “Riteniamo doveroso ed importante dare atto che a Taranto le autorità preposte al controllo delle movimentazioni delle merci (Guardia di Finanza e Dogana in primis) si muovono bene.

Sono tanti i sequestri sugli arrivi e stoccaggi di grandi quantità di merci contraffate, ed i loro report annuali recentemente esposti ne danno ampio riscontro. Meno incisivi, purtroppo, i controlli delle polizie locali per le strade dove la “vendita al dettaglio” in modo abusivo continua a spadroneggiare puntuale e diffusa”ha sottolineato il segretario provinciale di Confartigianato, Fabio Paolillo.

Il Centro Studi di Confartigianato riferisce che nel corso di due cicli recessivi (2008-2014) che hanno messo a dura prove le imprese italiane il Pil calava di 19,1 miliardi di euro, sono stati effettuati dalle autorità italiane 115 mila sequestri relativi a 337 milioni di beni contraffatti, per un valore stimato di 4,4 miliardi di euro: mediamente in un anno vengono sequestrati 23.122.367 articoli di abbigliamento e accessori, calzature e occhiali, al ritmo di 2.640 articoli all’ora. La Cina è il principale paese di origine dei prodotti contraffatti con il 80,1% dei prodotti sequestrati nell’Unione europea, a cui si aggiunge un 8,0% proveniente da Hong Kong.

L’impatto economico della contraffazione sui settori del comparto moda, composto da abbigliamento, accessori e calzature, gioielleria e orologi, borse e valigie, è rilevante, determinando minori vendite per le imprese italiane pari a 9.888 milioni di euro e una perdita di 88.467 posti di lavoro. Nei settori esposti alla contraffazione si determina una forte concorrenza sleale su un mercato in cui, a fine 2015, operano 63.025 imprese artigiane, pari al 19,8% dell’artigianato manifatturiero italiano che danno lavoro a 188.901 addetti pari al 19,2% degli occupati del settore manifatturiero.

La pressione dalla contraffa-zione aggrava le già difficili condizioni congiunturali delle imprese manifatturiere: nel complesso dei comparti esposti nell’ultimo anno si è registrata una flessione di imprese artigiane registrate pari all’1,4%. Numeri in flessione si confermano anche nella provincia jonica. In quattro grandi regioni manifatturiere si rileva una quota di artigianato esposto alla contraffazione superiore alle media: in particolare la Toscana mostra una incidenza più che doppia e pari al 42,9%; seguono le Marche con un terzo (35,0%) del Manifatturiero artigiano, l’Umbria con un quarto (25,5%) ed il Veneto con un quinto (21,5%). La Puglia si attesta con un 17,7%. Taranto si attesta con un 12,9%, con circa 194 imprese potenzialmente esposte su 1500 operanti nel manifatturiero. Cresce anche la contraffazione on-line. 

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